AngavaL: Imu da pagare, dove vanno a finire i nostri soldi?

Almeno i soldi serviranno per ridare decoro alla città? E' quanto si chiede il gruppo

AngavaL: Imu da pagare, dove vanno a finire i nostri soldi?
Cronaca Chiavari - Lavagna, 26 Novembre 2018 ore 10:07

“Dove vanno a finire i nostri soldi?” E’ la domanda che si AngavaL Lavagna, attraverso il suo presidente Andrea Giorgi.

L’aliquota (da pagare entro il 17 dicembre) sarà la stessa per tutti

“Stiamo per pagare, speranzosi – ricorda Giorgi – la terza rata della tassa rifiuti (TARI), speranzosi perché aneliamo che la tassa serva a finanziare un servizio efficiente di nettezza urbana che liberi Lavagna dalle immondizie accumulate in ogni dove,  e già un manifesto affisso dal Comune di Lavagna ci fa presente che entro il 17 dicembre dovremo pagare il saldo IMU e lo pagheremo, a norma dell’atto n.ro 9/2018 della Commissione Straordinaria, ad aliquota unica per ogni tipologia e utilizzo degli immobili, pari al 1,06 per cento, cioè l’aliquota massima fino ad oggi ammessa. Ciò significa che l’aliquota sarà la stessa sia che l’immobile produca un reddito sia che sia vuoto e improduttivo, sia che il proprietario abbia speso ingenti cifre per la sua manutenzione sia che esso sia diritto ed inutilizzabile, sia che si tratti di un negozio, magari comprato da un commerciante con decenni di sacrifici, sia che si tratti di un appartamento, anche se non affittato, e senza contare per per la stragrande maggioranza della cittadinanza il proprietario dell’immobile è ancora la Banca che ha prestato i soldi per procedere all’acquisto…”

Tante le cose che non vanno a Lavagna, a cominciare dal bilancio: almeno i soldi serviranno per ridare decoro a Lavagna?

AngavaL  ricorda che “la situazione del bilancio di Lavagna è pessima, e qualche sacrificio si deve fare. E noi siamo speranzosi, come nel caso della TARI – continua Giorgi – Speriamo che una volta che il Comune avrà incassato i nostri soldi, di tutti noi, lavoratori dipendenti ed autonomi, inquilini e proprietari, residenti ed ospiti, vedremo la sistemazione del verde pubblico e dell’arredo urbano, che in questo momento sono in fase di degrado e di abbandono, la pulizia dei tombini e delle caditoie, pericolosamente intasati, la sistemazione dell’asfalto stradale con la rimozione di evidenti situazioni di pericolo, insomma vedremo tutti quegli interventi, sia pur modesti ma essenziali, che servono a vivere decentemente in una cittadina come Lavagna. In definitiva chiediamo almeno il rispetto di un minimo di decoro e funzionalità della città, non interventi costosi e di lungo periodo, ma manutenzioni ordinarie, perché, appunto, il bilancio è in rosso.
Quello che non vogliamo vedere, invece, è l’utilizzo intero dei nostri soldi per l’appianamento dei debiti contratti in decenni di cattiva gestione della città”.

“Vorremmo per il futuro non leggere più sui giornali il nome di Lavagna associato a fatti di ‘ndrangheta”

E concludono: “Noi accettiamo senz’altro un sacrificio per il bene di Lavagna e per dare almeno un livello essenziale di benessere a chi vi abita, ma quello che non possiamo accettare è di rimpinguare, una volta in più, il baratro creato da chi senza scrupoli ha abusato del suo potere a danno della città.
Vorremmo per il futuro non leggere più sui giornali il nome di Lavagna associato a fatti di ‘ndrangheta, ma vederlo alla ribalta per fatti di buona amministrazione”.

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