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Sori

Asilo Ghio: “No alla chiusura della sezione”

Dopo la petizione arriva l’incontro

Asilo Ghio: “No alla chiusura della sezione”
Cronaca Golfo Paradiso, 19 Giugno 2020 ore 10:09

Chiusura di una sezione dell’Asilo Ghio, si cercano soluzioni. Mentre aumentano le firme on line su ‘Change.org’, alla petizione:

“No alla chiusura di una sezione dell’Asilo Ghio di Sori per un solo iscritto in meno”, l’amministrazione ha incontrare la preside Enrica Montobbio, a Palazzo, per pianificare il nuovo anno scolastico 2020-2021 della primaria. Al termine è stata consegnata alla direttrice didattica una lettera delle mamme della materna, con la firma del sindaco Mario Reffo, da mandare al provveditorato, che ha la competenza in materia e all’assessore regionale all’Istruzione Ilaria Cavo.

Si legge:

“Nonostante il noto calo delle nascite che ha toccato anche Sori, il numero di nuovi iscritti alla scuola dell’infanzia è pari a 22, di cui 21 a settembre e uno anticipato, per un totale di 56 bambini, perfettamente sovrapponibile al numero degli iscritti lo scorso anno, il numero che garantirebbe la formazione di tre classi a tempo pieno di 18 bambini ciascuna (secondo la legge), ma per cui il vostro ufficio già lo scorso anno, ribadiamo, aveva ritenuto sufficienti due sezioni e mezzo”.

Si chiede di confermare l’impegno pregresso e il mantenimento di una situazione che già ha provocato difficoltà lo scorso anno e che ha richiesto una totale riorganizzazione del lavoro e della didattica nella materna Ghio, sottolineando il grande sforzo da parte di tutte le insegnanti. Si sottolinea, tra l’altro, la ricaduta a livello familiare per questa nuova situazione, “che non deve essere sottovalutata: le famiglie rimaste fuori sono del nostro paese e dover iscrivere i propri bambini in una scuola di un Comune limitrofo, implica, di fatto, spostamenti con l’uso di mezzi propri o sistemi di trasporto che non sempre sono disponibili e che le famiglie potrebbero non essere in grado di sostenere”.

In attesa di un incontro con chi di dovere, su questo specifico problema, prosegue la petizione online. L’obiettivo è raggiungere le 1000 firme, che lunedì 1 giugno erano già oltre 600.

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