Il caso

Bassetti, la discussa nomina ministeriale e la goffa petizione contraria

La discutibile nomina di Bassetti per la stesura dei criteri di ricovero Covid sta venendo contrastata da una petizione la cui affidabilità è almeno altrettanto discutibile. Un altro giorno qualunque nella Terra dei Cachi.

Bassetti, la discussa nomina ministeriale e la goffa petizione contraria
Chiavari - Lavagna, 13 Novembre 2020 ore 15:01

Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al San Martino di Genova, continua ad essere sotto i riflettori. Anche dopo gli innumerevoli scivoloni, che giusto nelle scorse ore ha quasi ammesso: «Le previsioni sul Covid-19, anche quelle che ho fatto io, si sono rivelate sbagliate», ha dichiarato, ospite de L’Aria che tira su La7. “Anche quelle fatte da lui”, come se lui non fosse stato una voce fuori dal coro e nessuno avesse previsto la seconda ondata pandemica, mentre in realtà la stragrande maggioranza degli esperti la davano per certa. Persino le “Pillole d’Ottimismo” di Silvestri. Nulla di sorprendente visto il tenore delle dichiarazioni a cui Bassetti ci ha abituato, ma la fama negativa che si è andato costruendo attraverso la sua enorme e discussa esposizione mediatica ora sta portando ad ennesimi siparietti all’italiana, anche dall’altra “parte”.

Bassetti, la discussa nomina ministeriale e la goffa petizione contraria

A far scoppiare la polemica, infatti, ora è la nomina di Bassetti a coordinatore scientifico del Gruppo di Lavoro “per la definizione dei criteri di appropriatezza dei ricoveri di pazienti Covid -19”. Spieghiamo innanzi tutto di che si tratta, senza giri di parole: significa occuparsi dei criteri per la tetra decisione su chi ricoverare e chi no, in Terapia Intensiva o in media intensità, ora che i posti stanno rapidamente arrivando all’esaurimento e si sta per giungere all’orribile punto in cui si dovrà tra le altre cose decidere, a risorse ormai insufficienti, chi ha una speranza in più di cavarsela e chi non “vale la pena” di tentare di salvare. Se la tendenza non si invertirà rapidamente lo si dovrà fare, beninteso, con o senza Bassetti, perché è una questione di fredda matematica.

Ma, naturalmente, che un ruolo di coordinamento scientifico sui criteri di qualcosa di così delicato sia affidato proprio a un personaggio controverso come Bassetti a tanti non va giù. Ed ecco apparire una petizione che si oppone a questa nomina, diretta al ministro Speranza. «Le dichiarazioni del Professore, rese pubbliche sin dall’inizio della pandemia, si sono dimostrate fuorvianti. Di fronte alla emergenza sanitaria più significativa dell’ultimo secolo, causata da una malattia grave ed ancora poco conosciuta, l’atteggiamento più corretto non poteva e non doveva essere quello delle affermazioni perentorie e delle previsioni incaute», si legge nella petizione. «L’atteggiamento poco prudente e dichiarazioni largamente diffuse dai mezzi di comunicazione, hanno provocato confusione nella popolazione e favorito errori di comportamento. Non solo tra i cittadini. Gli stessi amministratori pubblici liguri, che hanno potuto avvalersi di una consulenza così poco orientata alla prudenza hanno valutato e preparato programmi dimostratisi ampiamente insufficienti per affrontare la seconda ondata – continua il testo -. Riteniamo che il Prof. Bassetti, attraverso le sue esternazioni pubbliche, abbia dimostrato una visione poco prudente ai problemi posti dalla pandemia prospettando delle soluzioni operative che si stanno dimostrando insufficienti ed inadeguate ad affrontarli. Pertanto, la sua nomina a coordinatore scientifico del gruppo di lavoro per la gestione nazionale dei pazienti Covid-19 per il Ministero della Salute, appare non giustificata e non rappresentativa per la comunità medico-scientifica. Chiediamo di essere rappresentati da Colleghi più prudenti nel gestire questa emergenza sanitaria, al fine di tutelare la salute dei nostri cittadini e per consentire una maggiore qualità delle nostre cure con massima sicurezza degli operatori sanitari», conclude la petizione.

Sin qui tutto “normale”, si direbbe, ma siccome siamo nel Bel Paese non ci facciamo mancare nulla sul palcoscenico della commedia all’italiana dell’eterna incompetenza. Già, perché questa petizione, apparsa sul sito Change.org (e già qui ci sarebbe da discutere sull’appropriatezza di petizioni online su siti di quel genere, senza alcun valore legale e che esistono in realtà in gran parte in quanto il loro business è quello della vendita dei dati personali degli utenti firmatari alle agenzie pubblicitarie e di marketing) sarebbe – più che giustamente e come si intuisce dal testo – diretta solo ai medici. Ma la piattaforma, naturalmente, non ha alcun modo per filtrare le firme, assicurandosi che provengano effettivamente solo da medici. Ed ecco che dunque il testo della petizione cambia più volte in queste ore, cercando di evidenziarne il vero target, quando evidentemente gli organizzatori (un profilo creato ad hoc e chiamato “Medici contro la nomina del prof Bassetti come Coordinatore Gestione Pazienti Covid“) si devono essere resi conto di aver scelto uno strumento inadeguato ai loro scopi. All’ultima revisione ora si chiede che alla firma sia allegato il numero di iscrizione all’Ordine: ma, anche così, questo ha relativamente poco valore, perché chiunque di noi potrebbe firmarsi a nome di un medico allegando il suo numero di iscrizione all’Ordine, pubblicamente disponibile sul portale del FNOMCeO.

Fatto sta che, dunque, il numero di sottoscrizioni di quella petizione al momento non rispecchia nulla. Siamo infatti a 3.439 firme al momento della stesura di questo pezzo: molte di queste sono sicuramente firme di cittadini comuni e non di medici, quindi il numero è gonfiato. Allo stesso tempo tanti avranno compreso correttamente il target della petizione e, non essendo medici, non avranno firmato, dunque il numero è sicuramente anche molto più piccolo di quello che si sarebbe già raggiunto con una petizione “d’opinione” aperta a tutti.

Intanto ieri sono morte di Covid altre 636 persone in Italia. In molte regioni i posti letto si stanno andando esaurendo. E noi restiamo in balìa di nomine discutibili, guerre mediatiche fra “esperti” che sembrano lavorare più nei salotti televisivi che in corsia o in laboratorio, e dell’incapacità di mettere in piedi persino una petizione attraverso canali affidabili. Per citare Ennio Flaiano, ancora una volta, l’ennesima, in Italia la situazione è grave ma non è seria.

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