Bestemmie al concerto al Mojotic, a Sestri scoppia il caso

I Gogol Bordello bestemmiano la Madonna, Colapesce vestito come un sacerdote: a Sestri Levante la minoranza solleva il caso: «Episodi gravemente lesivi della morale religiosa»

Bestemmie al concerto al Mojotic, a Sestri scoppia il caso
Sestri - Val Petronio, 26 Luglio 2018 ore 15:29

Arriverà sino in consiglio comunale - per mozione dei consiglieri di minoranza - il caso scoppiato dopo il concerto dei Gogol Bordello a Sestri Levante il 21 luglio scorso, sul palco del Parco Mandela.

Bestemmie e "perfomance blasfeme" al Mojotic

I consiglieri di minoranza Albino Armanino, Gian Paolo Benedetti, Marco Conti, Paolo Smeraldi, Giancarlo Stagnaro e Fabio Sturla hanno firmato una mozione per condannare quanto avvenuto nei due concerti del 18 e 21 luglio al Mojotic Festival, che hanno visto sul palco rispettivamente Colapesce e i Gogol Bordello.

Sicuramente il caso che più ha fatto discutere è il secondo, per l'esecuzione della canzone "Santa Marinella". Nel pezzo del famoso gruppo "gipsy punk", interamente in russo, emergono alcune parolacce e bestemmie in italiano: in particolare queste ultime hanno suscitato (come già era accaduto in altre località a seguito dei concerti del gruppo) sdegno veicolato soprattutto su Facebook. E la minoranza vuole con questa mozione chiedere condanne e scuse non solo per il fatto in sé, ma anche in quanto l'evento pubblico è stato patrocinato dal Comune.
Sicuramente una lamentela, o per lo meno una richiesta di considerazione, legittima, sebbene sfugga forse in tutto questo una ironia della sorte: la canzone narra delle esperienze del cantante Eugene Hutz quando, 18enne, fuggito dall'Ucraina in seguito al disastro di Chernobyl e che visse per un anno in Italia, senza conoscere una parola di italiano, sarebbe stato scambiato per uno zingaro autore di un furto ed arrestato. Quelle parolacce e bestemmie altro non sarebbero, ha spiegato in passato Hutz, che gli improperi ed imprecazioni che si era sentito rivolgere proprio dai Carabinieri e dalle Forze dell'Ordine che lo interrogavano, o che lo scacciavano quando tentava di racimolare qualche soldo suonando al ciglio delle strade. Potrà forse questo non giustificare le esclamazioni in sé, per lo meno secondo alcune opinioni e più che legittime morali, ma sicuramente ne spiega la presenza nel costrutto organico dell'estetica delle liriche.

Nella mozione si segnala tuttavia, come detto, anche l'esibizione di Colapesce, "colpevole" di essersi esibito "indossando vesti e stola propri di un sacerdote cattolico". A testimoniarlo, indicano i consiglieri, anche una foto pubblicata su Facebook dalla stessa organizzazione del Mojotic (qui a lato).