Bisso lascia il Rio Marsiglia

L'improvvisa decisione è arrivata dopo l'assemblea di ieri sera, lunedì 27 agosto

Bisso lascia il Rio Marsiglia
Valli ed entroterra, 28 Agosto 2018 ore 08:37

Nel corso dell'assemblea del Consorzio Rio Marsiglia svoltasi ieri sera, lunedì 27 agosto, a Cicagna il presidente Massimiliano Bisso ha rassegnato le dimissioni. Una decisione improvvisa, basti pensare che giusto tre mesi fa si era fortemente attivato, nonostante la contrarietà di alcuni sindaci, per essere rinominato a seguito della scadenza del mandato. La scelta deve essere messa in relazione all'indagine attivata dal pm Walter Cotugno che ha iscritto Bisso nel registro degli indagati con l'accusa di peculato. Conseguentemente il magistrato ha provveduto al sequestro conservativo dei beni per un importo di circa 20mila euro. Ora i sindaci avranno venti giorni di tempo per eleggere il nuovo presidente.

Dimissioni improvvise di Bisso dal Rio Marsiglia

In apertura dell’Assemblea Straordinaria del Consorzio di Rio Marsiglia, tenutasi ieri sera con presenti oltre il 75% delle quote e 13 rappresentanti su 18, dopo la discussione dei primi punti iscritti all’ordine del giorno, approvati con votazione favorevole unanime, il Presidente Massimiliano Bisso, dopo aver esposto una precisa analisi della situazione e delle problematiche che stanno interessando la gestione del Consorzio ha, con sorpresa dei presenti, rassegnato, le sue dimissioni irrevocabili dalla carica, ricoperta fino ad oggi, di presidente e legale rappresentante del Consorzio Rio Marsiglia. Le dimissioni diverranno esecutive allo scadere del 20° giorno successivo alla data di presentazione.

Le motivazioni delle dimissioni di Bisso contenute nella relazione dell'assemblea

Il presidente ha ricordato le condotte che gli sono state contestate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Genova, Dott. W. Cotugno e per le quali vi erano indagini in corso come apparso alcuni mesi addietro, sulla stampa locale. Spiegando che, con riguardo all’ipotesi del “presunto” peculato, lo stesso Bisso fosse stato colpito da due sequestri preventivi, per un totale di 18.577,00, pari alla somma di tutte le varie sanzioni e oblazioni elevate da ARPAL nei confronti dell’Ente.

Le condotte contestate a Bisso, in qualità di presidente del Consorzio, erano state conseguenza diretta di quanto l’Ente medesimo, con Atto n. 9 in data 14 Gennaio 2014, aveva deliberato all’unanimità, ossia che eventuali pene pecuniarie “irrogate per fatti avvenuti durante il mandato svolto o comunque riconducibile al medesimo, a carico del Rappresentante Legale dell’Ente” dovessero essere pagate dall’Ente medesimo, salvo il caso non si fosse delineato, in astratto, un potenziale conflitto di interessi tra Ente ed il suddetto soggetto, la cui definizione potrebbe avvenire solo ex post, ossia a conclusione dei procedimenti, e non fosse emersa con chiarezza colpa grave o dolo.

In tale prospettiva, pertanto, gli uffici amministrativi, in perfetta aderenza alla suddetta delibera, avevano provveduto direttamente al pagamento della somme liquidate al Tribunale a titolo di oblazione, allegando alla distinta di pagamento la copia della Delibera di autorizzazione suddetta. A tal riguardo precisava inoltre, a conferma della trasparenza dell’agire, che alla data di approvazione della suddetta Delibera Atto n. 9 in data 14 Gennaio 2014, da parte dell’Assemblea Generale, il Consorzio e di conseguenza lo stesso Bisso non erano stati oggetto di alcuna sanzione in atto da parte degli enti di controllo.

Nella relazione dell'assemblea alcune riflessioni del presidente dimissionario Bisso

Bisso in primo luogo ha ritenuto opportuno evidenziare il grave pregiudizio economico a cui lo costringevano, i suddetti sequestri preventivi, posto il cospicuo ammontare delle somme sequestrate sul suo conto personale, di fatto superiori all’ammontare netto percepito per un intero anno di lavoro e accettazione di responsabilità per l’intera comunità che rappresenta il Consorzio;
in secondo luogo ha rilevato l’inopportunità/impossibilità di dare, fino alla conclusione dell’accertamento giudiziario in atto, esecuzione alla sopra citata delibera assunta dall’Ente, nel caso in cui dovessero essere elevate nuove sanzioni da parte di ARPAL, di fatto escludendo la possibilità di versare somme pecuniarie per fatti attinenti il mandato svolto quale presidente e rappresentante legale dell’Ente, con la conseguenza che, secondo il pensiero del PM sopra menzionato, avrebbe dovuto in futuro provvedervi personalmente. Osservando che tali convinzioni del PM, inducono a presupporre che, chiunque dovesse essere in futuro il Rappresentante Legale dell’Ente, di fatto avrebbe dovuto mettere a serio rischio quotidiano il suo patrimonio personale.
In ultimo e forse aspetto più preoccupante, ha evidenziato che negli ultimi tempi ha dovuto prendere atto che, il combinato congiunto dell’azione intrapresa dal PM, associata alla oramai “patologica” propensione di ARPAL ad escludere integralmente, nell’esercizio del suo operato, la funzione di supporto e prevenzione degli Enti, totalmente a favore di un’azione di mera polizia giudiziaria, rende difficile, per non dire impossibile, la gestione di attività, di particolare rilevanza ambientale, quali l’impianto di Rio Marsiglia.

A tal riguardo, come già evidenziato nelle varie occasioni nelle Assemblee Generali, il tenore della contestazione ambientale, circa il possibile inquinamento derivante dal trattamento dei rifiuti “reato in atto”, poteva far temere un provvedimento di sequestro dell’area adibita a discarica, con grave pregiudizio economico per l’Ente. Aggiungendo che, poiché gli accertamenti risultavano ancora in corso, non era assolutamente da escludere che ciò potesse accadere a breve. A seguire aggiornava i soci, che in tale prospettiva, in questi mesi, il Consorzio aveva incaricato due consulenti tecnici, di altissimo profilo professionale, ed uno studio legale specializzato in materia ambientale, al fine di valutare la fondatezza della contestazione formulata dal PM e predisporre a difesa dell’Ente, un quadro interpretativo atto a confutarle; ciò al fine di far sì che lo stesso Ente, in caso di sequestro, non si trovasse impreparato ad affrontare eventuali istanze di dissequestro e/o di impugnazioni in materia cautelare, posto che tali azioni difensive, per evitare inaccettabili pregiudizi economici al Consorzio, dovessero essere attuate/formalizzate in tempi assai rapidi, con argomentazioni tecnico\giuridiche fondate e ampiamente documentate da contrapporre, in alcuni casi, a personali interpretazioni normative, da parte degli ispettori territoriali di ARPAL.

Così Bisso ha dato l’annuncio, ai membri dell’Assemblea, se pur con estrema amarezza e scoraggiamento personale, aveva deciso di rassegnare, in quella sede istituzionale, le sue dimissioni irrevocabili dalla carica ricoperta fino ad oggi di presidente e legale rappresentante del Consorzio Rio Marsiglia. L’Assemblea si è data appuntamento al 17\9\18 per le decisioni in merito, conseguenti alle dimissioni di Bisso.