Cronaca
parco di portofino

Cacciatori, comunicato choc: "Aspetteremo i responsabili del Parco sul sentiero per Montallegro"

Le parole di Lanata: "Forse un giorno solo la giustizia divina saprà colpirli per la loro immorale azione: aver ucciso tanti cacciatori soprattutto quelli veri, onesti, rispettosi

Cacciatori, comunicato choc: "Aspetteremo i responsabili del Parco sul sentiero per Montallegro"
Cronaca Chiavari - Lavagna, 05 Novembre 2021 ore 15:38

La notizia della costituzione di una commissione di gestione provvisoria del Parco di Portofino ha gettato nello sconforto il mondo della caccia locale, che ha affidato allo storico cacciatore e titolare della storica armeria Pino Lanata parole vibranti di delusione, dai toni poetici ma anche a tratti minacciosi. Un testo reso pubblico destinato a far discutere.

Il comunicato

"Hanno vinto le “sirene” del Parco - afferma Lanata - per me vecchio cacciatore convinto non resta che l’addio. “Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime ineguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!” Così i pensieri di Lucia nei Promessi Sposi, mentre lascia la sua terra. Così anche per me, cacciatore convinto, cacciato via dal nuovo territorio del Parco di Portofino. Addio albe di caccia sull’Anchetta, al Telegrafo, alla Madonnetta; tante, molte, tutte uguali, tutte diverse accolte con cuore trepidante. Albe chiare, scure, limpide o fredde. Addio. Era bello attendere l’alba, era bello sognare. Addio sogni. I nostri richiami sono muti.

Addio alle lunghe camminate lungo la colline delle Grazie, con lo zainetto in spalla, con la doppietta a tracolla, con il cane festoso a guinzaglio. Addio; resta solo il ricordo della collina accogliente ove era bello cacciare in libertà, nel rispetto delle leggi. Addio tramonti incantati, ammirati estasiati. Addio alla trepidante osservazione dei colombacci in migrazione, addio ai “volantini” e ai “drappelli”, allevati e curati amorevolmente per mesi e portati “sul palco” a settembre.

Addio sole di ottobre che ti abbaglia e ti invita a “guardare” con sempre maggiore attenzione anche con occhi stanchi arrossati. Addio nebbia di scirocco che tutto avvolge, nella quale con occhi attenti potevi vedere i tordi che arrivavano dal mare. Addio passione della caccia; addio per sempre.

Tanti  (o forse pochi?) oggi gioiscono. Gli amici del Parco grande nazionale esultano e ringraziano. Hanno vinto lasciando però molti cadaveri sparsi.

Forse un giorno solo la giustizia divina saprà colpirli per la loro immorale azione: aver ucciso tanti cacciatori soprattutto quelli veri, onesti, rispettosi dell’ambiente ove hanno vissuto.

Oggi  è la prima notte senza alba, con tanta tristezza, amarezza, delusione…ma i cacciatori sono anche pazienti, non dimenticano, sanno aspettare, anche senza fucile, non “sulla riva del fiume per vedere passare il cadavere del nemico  (come dicono i cinesi)” ma lungo il sentiero per Montallegro per vedere passare non i tordi, non i colombacci, non i cinghiali ma i  ricchi nuovi Don Rodrigo, nemici della caccia, amanti del dio denaro (promesso!)".