Nè un colpo di sonno né una distrazione. Una “risposta anomala del conducente” sarebbe all’origine dell’investimento mortale all’interno del Psa di Genova Pra’, avvenuto la notte tra il 17 e il 18 dicembre 2024 e costato la vita al portuale della Culmv Giovanni Battista Macciò.
A perdere la vita Giovanni Battista Macciò che viveva con la famiglia a Missano, nel territorio comunale di Castiglione Chiavarese
È la conclusione dell’ingegnere che ha depositato la perizia sull’incidente mortale chiesta dalla Procura.
Alla guida della ralla che aveva travolto e ucciso Macciò c’era il collega Patrizio Randazzo, 56 anni, deceduto alcuni mesi fa per cause naturali. La Procura aveva indagato, oltre a Randazzo, anche 5 dirigenti e tecnici del Psa e il console della Culmv Antonio Benvenuti.
Randazzo, attraverso il suo legale, aveva parlato di un colpo di sonno dovuto forse anche all’assunzione di alcuni farmaci.
Dalla perizia non sembrano rilevare responsabilità da parte del Psa che doveva organizzare il lavoro sul piazzale. Il pm attende anche la consulenza medico legale per trarre le sue conclusioni.
Macciò viveva con la famiglia a Missano, nel territorio comunale di Castiglione Chiavarese, in Val Petronio.