Cannabis Light, la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta

Per la prima volta a livello nazionale, una Procura italiana indagherà sulla Cannabis Light

Cannabis Light, la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta
Chiavari - Lavagna, 10 Luglio 2018 ore 07:29

Cannabis light, la Procura di Genova apre la prima inchiesta giudiziaria a livello nazionale.

Fascicolo su Cannabis Light aperto a Genova

Il pubblico ministero Daniela Pischetola, ha aperto un fascicolo per ipotesi di reato di frode in commercio. Dopo il successo di questi prodotti, con thc (tetraidrocannabinolo) inferiore allo 0,6 in erboristerie, “grow shop” e tabaccherie, i magistrati genovesi valuteranno le troppe contraddizioni nella vendita. Come avevamo spiegato nell'inchiesta de Il Nuovo Levante dell’aprile scorso, al vaglio degli inquirenti la dicitura ad “uso tecnico” che appare scritta sulle bustine.

Cannabis Light da metà giugno qualcosa si è mosso a livello nazionale

Le informazioni contraddittorie che appaiono, (bustine a “uso tecnico” e prodotti alimentari) sono state la causa, inoltre, di alcune multe emesse dalla Camera di Commercio nella provincia di Firenze, nella giornata di mercoledì 27 giugno. Sei multe a altrettanti titolari di punti vendita di cannabis light. Contestata agli esercenti la cifra di 25 mila euro per la violazione del decreto legislativo 206/2005 del codice del consumo. Motivazione del provvedimento il fatto che in etichetta è riportato che il prodotto è destinato anche ad uso alimentare ma poi riporta l’indicazione: «E' da intendersi solamente per ricerca e sviluppo tecnico. Non Ingerire. Vietata vendita ai minori di anni 18» e «Conservare in un luogo fresco e asciutto, possibilmente al buio». Informazioni contraddittorie. Da una parte, indicano che il prodotto è destinabile al consumo umano; dall’altra si tratta di un articolo con diversa destinazione finale, ricerca e sviluppo tecnico per istituti pubblici o privati.

Ad esprimersi sulla Cannabis Light anche CSS e Ministero della Sanità

Questi due fatti, dopo che il Consiglio Superiore della Sanità, qualche settimane fa, su parere del Ministero, ha espresso un parere in cui sostiene che «non può essere esclusa la pericolosità» della marijuana legale. Secondo il Css, la presenza di Thc anche a basse concentrazioni «non è trascurabile» e può «penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso». Subito dopo, la rassicurazione del neo Ministro della Sanità Giulia Grillo che ha annunciato nessun divieto ma maggiori controlli. A rischio, anche i “grow shop” del levante. Ma non, tipico paradosso di questa vicenda tutta italiana, le tabaccherie e le erboristerie che vendono cannabis light.

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