24 febbraio 2026

Caso Andrea Demattei, oggi l’udienza in Tribunale

Il Comitato e il sindacato USB richiamano l'attenzione sulle carenze del soccorso

Caso Andrea Demattei, oggi l’udienza in Tribunale

Si apre oggi, martedì 24 febbraio 2026, una nuova udienza del processo di primo grado per la morte di Andrea Demattei, il quattordicenne che perse la vita tre anni fa, durante un’uscita in canoa nel fiume Entella, all’altezza del ponte della Maddalena. Il procedimento vede imputati sei vigili del fuoco e due istruttori dell’associazione sportiva che organizzò l’uscita in quel tragico 12 gennaio 2023.

La posizione del sindacato USB Vigili del Fuoco

Parallelamente allo svolgimento del processo, il Coordinamento Provinciale USB VVF ha voluto rivolgere un pensiero ai soggetti coinvolti, denunciando tuttavia le lacune strutturali e normative che pesano sugli operatori del soccorso.

Di seguito riportiamo integralmente il testo della nota sindacale:

“Oggi, martedì 24 febbraio 2026, il Coordinamento Provinciale USB VVF rivolge il suo pensiero ai lavoratori coinvolti nel procedimento penale inerente il soccorso svoltosi a Chiavari in data 12/01/2023 in cui purtroppo perse la vita un giovane ragazzo.

La nostra intenzione non è entrare nel merito di chi per lavoro svolge attività giudiziaria penale civile bensì tentare di indurre una riflessione agli operatori del soccorso e alla popolazione, su quali siano (a nostro avviso) le cause effettive che hanno prodotto nel tempo lo “smembramento” del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, “erodendone” poco alla volta economie e permesso l’invecchiamento di mezzi e personale operativo, rendendolo sempre più “ingessato”, in un mondo dove i pericoli e le emergenze sono in continua evoluzione.

Oggi, ci auguriamo che sia l’inizio per far emergere tutte quelle lacune normative, che espongono esclusivamente gli operatori “in prima linea” a rischi e responsabilità legate al soccorso tecnico urgente della popolazione, esonerando totalmente il datore di lavoro, ovvero i vertici della Dirigenza VVF; una situazione che come USB denunciamo da sempre.

Le scelte politiche, strettamente affiancate da “silenzi” dirigenziali nella complicità di talune sigle sindacali, hanno permesso nel corso degli anni che i lavoratori andati in pensione non venissero rimpiazzati da un pari numero di assunzioni, fino al punto di rendere necessaria una riduzione (dapprima ufficiosa e in seguito legittimata con cambi normativi ) di uomini nella composizione delle “squadre” di soccorso, costringendo gli operatori “rimasti” a ricoprire più mansioni e ruoli nella stessa giornata lavorativa, tutto questo in un attività delicata come quella dell’emergenza, dove anche una sola persona o un’attrezzatura adeguata, potrebbe cambiare le sorti degli eventi.

Denunciamo nuovamente la totale assenza di una normativa rivolta alla tutela legale degli operatori, che (come in questo caso) vengono abbandonati singolarmente ad affrontare ingenti spese economiche per poter esporre semplicemente il loro operato attraverso “perizie di parte” di cui a nostro avviso, dovrebbe farsi carico l’Amministrazione VVF.

Oggi rivolgiamo il nostro pensiero sia ai lavoratori coinvolti che ai parenti della giovane vittima, comprendendo le diverse emozioni e le difficoltà di ognuno di loro. Restiamo invece in “trepida” attesa, delle innumerevoli promesse fatte dal Capo del Corpo e dal suo staff dirigenziale, durante la sua ultima visita fatta al Comando Provinciale VVF Genova, riguardanti ad un possibile (praticamente scontato) supporto economico e morale proprio in virtù di quanto sopra esposto, promesse, rimaste eluse e confinate in qualche stanza in via Albertazzi.

In un paese dove la politica ha il coraggio di aumentare l’età pensionabile ad una categoria che non può sopportare nessuna riforma se non migliorativa , rivolgiamo un grido di dolore ma anche un monito a tutti i cittadini e ai soggetti coinvolti.

Come USB saremo ancora più attenti nei confronti della Dirigenza ,che sino ad oggi non ha mancato di “lanciare insinuazioni velate” proprio nei confronti della magistratura, anziché prodigarsi in una effettiva riforma indirizzata al miglioramento della risposta al cittadino e alle tutele dei suoi operatori.”

La nota del “Comitato per Andrea”

In concomitanza con l’appuntamento in aula, il “Comitato per Andrea” ha promosso, come abbiamo già scritto, un presidio davanti al Tribunale di Genova a partire dalle ore 9:00. L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: manifestare solidarietà verso i lavoratori coinvolti e chiedere che il processo faccia piena luce sulle dinamiche della tragedia.

In vista dell’udienza odierna, il Comitato ha diffuso un comunicato per chiarire la propria posizione:

“Il Comitato per Andrea auspica che tutte le responsabilità individuali coinvolte nella morte di Andrea vengano portate alla luce e chiede che emergano con chiarezza anche tutte le inefficienze e le carenze degli organi deputati al soccorso in emergenza sul nostro territorio. Il Comitato agisce in solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici del comparto. Per questo invita i cittadini e gli aderenti al comitato ad una presenza solidale davanti al tribunale di Genova dalle ore 9 del 24 febbraio 2026”.