Caso "Qui Group!", parlano gli imprenditori chiavaresi

Già nel 2015 Il Nuovo Levante aveva evidenziato diversi disagi a riguardo dei buoni pasto, fallita la Qui Group c’è da ripensare a tutto il sistema.

Caso "Qui Group!", parlano gli imprenditori chiavaresi
Chiavari - Lavagna, 02 Ottobre 2018 ore 08:15
Fallimento della “Qui Group!”, già in tempi non sospetti, qualche imprenditore chiavarese, ci aveva spiegato il “disastroso” sistema dei buoni pasto.

Caso "Qui Group!", già quattro anni fa critiche al sistema dei buoni pasto

Precisamente nel 2015, sulle pagine de Il Nuovo Levante, intervistammo Andrea Caraffini (titolare dello Storico Cafè di via Martiri della Liberazione) e Aligi Andrea Cavagnaro (imprenditore, proprietario tra le tante attività del Circolo dello Sport di largo Mario Ravenna). Con il recente “crac” dell’azienda per oltre 300 milioni di debiti, tra i creditori compaiono centinaia di attività liguri, circa una decina quelle chiavaresi. Ancora inquantificabile il credito delle aziende cittadine.

In futuro pronto un fronte comune delle aziende creditrici per il crac della "Qui Group!"

«Negli ultimi due anni, dopo l’ultimo rimborso che ho ricevuto, non mi sono più voluto interessare dei buoni pasto e, per ora, non ho quantificato il danno – ha commentato ​​​​​​Caraffini​​​​​​ -. Credo sia giusto che abbiano la precedenza, in questa faccenda, i dipendenti dell’azienda fallita e tutte le attività che vantano un credito nettamente superiore rispetto al mio. Credo che in futuro con le aziende liguri, che sono la stragrande maggioranza di tutte quelle che vantano crediti, si farà fronte comune».

Inesistente la figura di un intermediario nel sistema dei buoni pasto

Un sistema sbagliato dove, in sintesi, se una ditta compra 100 buoni pasto, l’azienda che li fornisce ne compra 120 al prezzo di 100. «Da sempre sostengo sistemi diversi da questo che sono molto più sicuri – ha detto Cavagnaro -. Ad esempio usando carte di credito ricaricabili a scalare. Secondo me, quello dei buoni pasto è un sistema che è destinato a finire, poichè penso che non è possibile che tra l’azienda che li fornisce e l’attività commerciale che li richiede non possa esistere una figura che faccia da intermediario. Deve esserci maggiore controllo. In passato, ho avuto migliaia di euro di credito, recuperati al 100% grazie al lavoro di un legale, che, comunque, ho dovuto pagare».

Fallimento "Qui Group!" tra le creditrici anche la Asl 4?

Pare sia notizia di qualche settimane fa, infine, che tra le aziende creditrici ci sia anche la Asl 4. Recentemente, la Asl chiavarese avrebbe pagato in anticipo dei buoni pasto “Qui Group!”. Ciò sarebbe la prova che l’azienda con sede a Genova, ultimamente avrebbe ancora operato. Ed avrebbe avuto, quindi, ancora liquido disponibile. Lecito chiedersi, dove siano finiti tutti questi soldi?