Caso appalti, Cervini: «Levaggi sapeva»

L'ex consigliere attacca: «Rifiutarono la proposta di una commissione d'indagine, c'è responsabilità politica»

Caso appalti, Cervini: «Levaggi sapeva»
23 Ottobre 2017 ore 13:04

Caso appalti, il ringraziamento di Emilio Cervini alle fiamme gialle di Chiavari e l’attacco: «Levaggi non poteva non sapere»

Rifiuti e alghe, «Levaggi non poteva non sapere»

«Ringrazio la Guardia di Finanza di Chiavari nella persona del Capitano Alessandro Visentin e i suoi collaboratori. Sono 3 anni che abbiamo presentato l’esposto, 3 anni di lavoro in una materia delicatissima; nessuno me compreso, pensava venisse fuori una situazione così grande e grave nel nostro comune». Parole dell’ex consigliere di minoranza Emilio Cervini che continua a ribadire le responsabilità dell’ex sindaco Roberto Levaggi e dei due assessori competenti Sandro Garibaldi e Daniela Colombo.

«Ci sono fatti politici ben precisi. Il primo dato: nel consiglio comunale del 29 luglio 2014 fu approvata la delibera sull’aumento della Tari, in quel piano finanziario predisposto e firmato dall’ingegner Fulvio Figone, per la pulizia della spiaggia la spesa era di euro 364.740 con la motivazione scritta che l’ “incremento era dovuto alla rimozione di un ingente quantitativo di alghe”. Loro lo sanno, tanto che Levaggi giustificò l’aumento della tassa in questa voce. Approvare la spesa é stata la prova che non erano all’oscuro dei fatti».

Il secondo dato politico grave per Cervini era la richiesta delle minoranze di convocare una commissione di indagine sul caso alghe: «nel mese di ottobre la richiesta fu respinta dallamministrazione che parlò di “proposta spropositata”. A questo punto la responsabilità politica è di una superficialità di tutta la vicenda della nettezza urbana e dell’assenza di controllo da parte dei politici».

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