Caso rifiuti, intervista esclusiva a Roberto Levaggi

Intervista esclusiva all'ex sindaco di Chiavari, Roberto Levaggi sentito ieri mattina in Procura sul sito di stoccaggio di Bacezza in merito al caso rifiuti

Caso rifiuti, intervista esclusiva a Roberto Levaggi
14 Ottobre 2017 ore 19:40

L’ex primo cittadino chiavarese si difende. Le sue prime parole dopo le convulse ultime due giornate: “Per mia tutela sono stato iscritto al registro degli indagati”

L’incontro di Levaggi con il sostituto procuratore ieri mattina

“In accordo con il mio legale, sono stato ascoltato venerdì mattina in Procura. Essendo stata fatta una denuncia da un ex consigliere comunale, il dottor Emilio Cervini, il magistrato ha inserito automaticamente il mio nome per svolgere le indagini. Da quanto mi ha detto durante l’incontro sono stato iscritto per la mia tutela”. Queste le prime parole dell’ex sindaco Roberto Levaggi sull’interrogatorio svoltosi ieri mattina in Procura a Genova. Per Levaggi, il colloquio con il sostituto procuratore, ha riguardato solo le ordinanze sull’attività nella cava di Bacezza. “Con l’insediamento della mia amministrazione abbiamo portato un’ambientalizzazione del sito di stoccaggio. Le ordinanze, preparate e vistate da me insieme ai tecnici comunali, avevano lo scopo di non chiudere il centro di conferimento”.

Levaggi: “Sono certo di aver agito nel bene della collettività”

Secondo l’ex sindaco, chiudere il sito avrebbe portato costi aggiuntivi alle casse del comune. Necessari, infatti, lavori di sicurezza nell’area, l’innalzamento di un muro, già collaudato, e la copertura della tettoia, (intervento previsto dal 2 novembre prossimo). Questo quindi, il motivo della firma sulle ordinanze di proroga, dal 2015 a oggi. Ultima quella dell’attuale primo cittadino Marco Di Capua, l’8 agosto 2017. “La Asl dopo un sopralluogo nel 2015 disse che si dovevano fare degli interventi di messa in sicurezza dell’area. Sempre in quell’anno firmai una prima ordinanza, inviata anche al Ministero dell’Ambiente, allegando una documentazione. In seguito, periodicamente, le ordinanze di proroga per il sito sono state reiterate. Sono certo per questo di aver fatto il bene dell’ente che rappresentavo”.

Dubbi sulla legittimità delle ordinanze di proroga

La legge vigente dice che un sindaco può dare, tramite ordinanze, autorizzazioni provvisorie. Nella prima ordinanza del 2015, inviata anche al Ministero dell’Ambiente, era stata allegata una documentazione completa, contenente tra gli altri la posizione del sito, quali codici di rifiuti vengono stoccati e quant’altro. Dalla seconda ordinanza in poi, questa documentazione non è stata più allegata. Un errore, che secondo Levaggi non ha rilevanza penale. “Ritengo i titoloni degli ultimi giorni esagerati. Essere indagati non significa aver commesso automaticamente dei reati. Ritengo sia sbagliato spostare la battaglia politica nelle procure, ma sono assolutamente tranquillo. Queste denunce si ritorceranno contro”.

L’indagine frutto degli esposti sui rifiuti

L’interrogatorio di Levaggi in Procura, è l’ultimo, momentaneo, tassello di una serie di esposti presentati dalle opposizioni in consiglio dal 2014 al 2017. Tra queste, il caso dello smaltimento delle alghe nella spiaggetta del porto, il conferimento dei rifiuti umidi da Borzonasca alla Cava di Bacezza all’insaputa del Comune, gli appalti sui rifiuti, la messa in sicurezza del centro di stoccaggio della Cava di Bacezza. Tutti esposti presentati alle Fiamme Gialle chiavaresi, e che sono scaturiti in un’unica inchiesta. Ad oggi sono sempre indagati tre dipendenti comunali. Per loro si attende la decisione del giudice del tribunale di Genova per l’archiviazione del caso o il rinvio a giudizio.

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