I cavalli selvaggi? Un'opportunità di sviluppo per il territorio

Fare dei cavalli selvaggi un elemento di attrazione turistica del territorio mettendosi d'accordo con i comuni e i residenti delle vallate dell'entroterra del levante ligure

I cavalli selvaggi? Un'opportunità di sviluppo per il territorio
Valli ed entroterra, 31 Gennaio 2018 ore 17:06

Il Consorzio ospitalità diffusa"Una Montagna di Accoglienza nel Parco" interviene sul tema dei cavalli selvaggi

Cavalli selvaggi da problema a opportunità di sviluppo del territorio

Dopo il dibattito degli ultimi giorni sul tema dei cavalli selvaggi, il Consorzio Ospitalità Diffusa del Parco Naturale Regionale dell'Aveto, sottolinea come questa presenza che si registra nell'entroterra sia un fattore di attrazione unico. "È noto che la convivenza tra l’uomo e la fauna selvatica, generi un conflitto legato principalmente alla gestione degli spazi. Ma è pur vero che le attività dell’uomo non sono solo quelle legate ad agricoltura e allevamento, ma sono anche quelle turistiche. La presenza dei Cavalli Selvaggi è un fattore di attrazione unico, che non ha eguali sul territorio nazionale, in grado di richiamare turisti e appassionati".

Per il Consorzio l'occasione è di fare dei Cavalli selvaggi un elemento di richiamo

"Abbiamo l’occasione di fare dei Cavalli Selvaggi un elemento di richiamo, che ci contraddistingue e caratterizza in un mercato turistico sovrabbondante di offerte. Proviamo a giocare questa partita, mettendo sulla bilancia dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio anche questa potenzialità turistica. Collaboriamo insieme alla creazione di un prodotto turistico accattivante e unico, mitigando il conflitto legato alla convivenza uomo-fauna selvatica".

Obiettivo trovare una soluzione tra i residenti

"Cerchiamo insieme una soluzione equilibrata, che metta insieme gli interessi dei residenti senza soffocare sul nascere le potenzialità turistiche del nostro territorio. Tutto ciò non può prescindere da uno studio serio del tema, che censisca il numero reale di esemplari presenti, distinguendo quelli davvero selvaggi da quelli che, pur dotati di microchip, sono stati lasciati liberi dal proprietario. E, in un progetto ben costruito, parte di queste risorse potrebbero arrivare proprio dallo sviluppo turistico. Noi operatori turistici siamo pronti a lavorare, insieme ai residenti, ad agricoltori e allevatori, al Parco dell’Aveto e ai Comuni per disegnare il futuro delle nostre Valli".