Zoagli

Chiede una sedia a rotelle ma riceve una “comoda”

La lunga storia di nonnina Carla dopo la pandemia

Chiede una sedia a rotelle ma riceve una “comoda”
Rapallo - Santa Margherita, 28 Giugno 2020 ore 10:58

Chiedere una sedia a rotelle e ricevere una poltrona. Questo accade a Carla, nonnina di 89 anni mamma di Giuseppina Cucinella, che ogni giorno da Zoagli la raggiunge a Chiavari.

La storia

Il 25 gennaio Carla è caduta rompendosi il femore, finendo all’ospedale di Lavagna dove è stata operata. Affetta anche da glaucoma che le ha privato la vista da un occhio, lasciandole solo tre decimi dall’altro, è anche diabetica, ma ha una grande forza. Sopravvive ad un’infezione contratta in ospedale e la polmonite ospedaliera, poi, il trasferimento in Ortopedia e Cure Intermedie, a Rapallo dove si riprende. Dopo tre mesi di ospedale: la riabilitazione in Rsa, nonostante la pandemia in corso e alla fine torna a casa. Cucinella riceve da Asl4, in comodato, un letto tipo ospedaliero e un triangolo per far sollevare la madre sul letto, dietro richiesta del geriatra. Carla migliora ma deve muoversi soprattutto per il diabete, allora Giuseppina chiede all’Asl una sedia rotelle auto-spingente pieghevole, così da entrare in ascensore e consentirle di uscire anche da casa. A causa della richiesta mal trascritta dal medico la donna riceve, però, una ‘comoda’ al posto della sedia rotelle (una poltrona con un buco all’interno). Cucinella torna dal geriatra per risolvere il problema: altra mail di richiesta all’ufficio protesico, ma ecco che arriva un letto col materassino anti-decubito, perché la carrozzina risulta ‘incompatibile’ con i presidi già in uso. Senza conoscere il paziente né mai vederlo, si decide la ‘compatibilità’ dell’occorrente.

“Chi usa un letto e un triangolo sollevatore in ipotesi non può migliorare ed alzarsi da quel letto: la carrozzina è superflua. – chiosa Cucinella – È la parola compatibilità, la più sbagliata, soprattutto se chi la scrive non vede il paziente. Il movimento per mia mamma è indispensabile essendo diabetica”.

E qui anche il danno: Carla sottolinea che ha dovuto rinviare due volte la visita oculistica a cui è stata chiamata, perché senza carrozzina a rotelle. Martedì 16 giugno – dopo numerose lamentele per sapere a che punto fosse la pratica – la telefonata da Asl per conoscere altezza e peso di Carla e mandarle la carrozzella più adeguata, sperando di non ricevere altre sorprese.

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