Portofino

Coop dona un cestino “mangiarifiuti” Seabin

L’installazione è stata effettuata nell’ambito della campagna nazionale “Un mare di idee per le nostre acque”

Coop dona un cestino “mangiarifiuti” Seabin
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 06 Luglio 2021 ore 16:17

È in funzione da questa mattina, a Portofino, un nuovo cestino “mangiarifiuti” Seabin, donato da Coop alla cittadina nell’ambito della campagna ambientalista “Un mare di idee per le nostre acque”, realizzata in partnership con LifeGate, che prevede di collocare 46 Seabin nei mari, fiumi e laghi di tutta Italia, per ridurre l’inquinamento da plastica e microplastiche.

L’installazione è stata effettuata nell’ambito della campagna nazionale “Un mare di idee per le nostre acque”

Dodici di questi Seabin sono stati installati nel 2020 e gli altri seguiranno nel 2021, anche in collaborazione con Findus, che ne sosterrà 10. Il progetto si concluderà a Trieste, agli inizi di ottobre, in concomitanza con la “Barcolana”.

All’evento di Portofino, hanno partecipato Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria, che da sempre collabora con Coop sulle tematiche ambientaliste; Franco Cirio, Presidente del Comitato Regionale Unicef Liguria, che sta raccogliendo firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Per una Liguria amica dei bambini e libera dalla plastica”; l’ecologa Maddalena Fava della cooperativa Ziguele, che lavora sulla valorizzazione e la conservazione del territorio, attraverso attività ludiche e di educazione ambientale, e collabora al progetto europeo P.Ri.S.Ma. MED volto a migliorare la gestione dei rifiuti nei porti; Marilù Cavallero, della cooperativa Dafne, che propone itinerari naturalistici nel Parco di Portofino; una delegazione del gruppo escursionistico “Camminiamo Insieme” di Coop Liguria, anch’esso dedito alla valorizzazione e alla salvaguardia dei sentieri del territorio.

Quello di Portofino è il quarto Seabin donato da Coop alla Liguria: due sono già stati installati nel 2019 e nel 2020, presso il porticciolo di Marina Genova a Sestri Ponente, e un terzo è stato posizionato a Sanremo lo scorso 8 giugno, Giornata mondiale degli oceani. Dal momento delle prime due installazioni (il 27 marzo del 2019 e il 28 luglio del 2020), i Seabin di Marina Genova hanno raccolto oltre 5.200 chilogrammi di rifiuti galleggianti, pari al peso di oltre 350.000 bottiglie di plastica da mezzo litro.

L’obiettivo da raggiungere, per Coop, è quello di recuperare 23 tonnellate di rifiuti all’anno, incluse plastiche e microplastiche, pari al peso di circa 1,5 milioni di bottiglie, che messe in fila raggiungerebbero una lunghezza di 300 km, pari alla distanza tra Milano e Firenze.

“La campagna “Un mare di idee per le nostre acque” – spiega la Direttrice Soci e consumatori di Coop Liguria, Tiziana Cattani – è pienamente coerente con l’impegno di Coop per la riduzione della plastica e con i Global Goal di Agenda Onu 2030, alla quale aderiamo. Ci siamo impegnati a rendere riciclabili, compostabili o riutilizzabili le confezioni di tutti i prodotti Coop entro il 2022 e a breve sarà nei nostri punti vendita una bottiglia d’acqua in plastica riciclata al 100%. A livello locale, collaboriamo con Legambiente Liguria e con molte associazioni, per promuovere stili di vita e di consumo più responsabili, e coinvolgiamo i bambini delle scuole in attività di educazione ambientale”.

Come funziona il Seabin

Il Seabin è un cestino “speciale” che, galleggiando a pelo d'acqua e grazie al lavoro della pompa interna, è in grado di filtrare fino a 25.000 litri d'acqua all'ora, catturando i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, e necessita di interventi di svuotamento e pulizia. Di norma un Seabin raccoglie per il 70% rifiuti composti da materiali dannosi per l’ambiente come plastica, microplastiche, materiali metallici (latte, lattine), mozziconi di sigarette, materiali assorbenti igienici e bastoncini per orecchie; per un 20% massa organica umida contaminata (legno, foglie, rami, pezzi di legno e alghe) rispetto alla quale nei Seabin già posizionati si notano diversi frammenti di plastica e polistirolo rimasti intrappolati, soprattutto nel materiale algale; infine per un 10% massa organica umida non contaminata. Rispetto ai rifiuti plastici facilmente identificabili, in ordine di rilevanza quantitativa troviamo: bottiglie, imballaggi alimentari, bicchieri, tappi, sacchetti, cannucce e cucchiaini.

Simone Molteni direttore scientifico di LifeGate spiega così il valore di questo piccolo ma efficiente dispositivo: “Il dispositivo è stato selezionato tra centinaia di tecnologie valutate da LifeGate Plasticless®, ma tengo a sottolineare che il valore del progetto va ben oltre i rifiuti raccolti. Per una vera transizione ecologica serve la consapevolezza e l’impegno di tutti: queste installazioni e la relativa comunicazione hanno il compito di sensibilizzare e tenere alto il livello d’attenzione delle persone”.