Emergenza sanitaria

Coronavirus, Toti: «Ho chiesto al Governo di non chiudere i confini e non imporre chiusure ai ristoranti»

Oggi si attende il nuovo dpcm, sciolti i nodi ed i contrasti fra Regioni e Governo

Coronavirus, Toti: «Ho chiesto al Governo di non chiudere i confini e non imporre chiusure ai ristoranti»
Chiavari - Lavagna, 25 Ottobre 2020 ore 07:51

«Come Regioni, abbiamo chiesto al Governo di non chiudere i confini regionali, comunali e provinciali. Il mondo deve continuare a spostarsi. Abbiamo chiesto di portare al 100% la didattica a distanza per gli studenti degli ultimi anni delle superiori, di non chiudere alle 18 i ristoranti e di valutare attentamente eventuali ulteriori chiusure per quanto riguarda una serie di attività sportive». Riassume così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti le richieste effettuate dalle Regioni al Governo riguardo le nuove misure per il contenimento della diffusione del Covid, dopo una lunga riunione con gli stessi presidenti delle Regioni e i ministri agli Affari regionali Francesco Boccia e alla Salute Roberto Speranza.

Coronavirus, Toti: «Ho chiesto al Governo di non chiudere i confini e non imporre chiusure ai ristoranti»

«Il Governo – aggiunge Toti – ha proposto una serie di misure che intende prendere, su cui le regioni hanno chiesto di potersi esprimere. La discussione è ancora in corso, e ci sono molte perplessità da parte delle regioni. Crediamo che sia poco giusto e non aiuti neanche molto il contenimento del virus imporre la chiusura dei ristoranti alle 18, come ai bar: in questo modo si preclude del tutto la possibilità di lavorare per cena, lasciando solo i pranzi. Abbiamo di certo urgenza di contenere il virus e di proteggere i nostri sanitari, ma anche la necessità di difendere l’economia».

«Sul fronte sanitario – conclude Toti – abbiamo avuto una giornata pesante nei nostri ospedali. Ieri sono stati effettuati oltre 6mila tamponi, più almeno altri 3000 di quelli antigenici: la Liguria è una delle regioni in cui se ne fanno di più. I 1035 positivi di oggi sono segno certo di una diffusione del Covid, ma anche segno di attività di screening che funziona. Crescono i ricoverati, 48 in più, ma restano sotto quota i 40 i ricoverati in terapia intensive, mantenendo il trend dei giorni scorsi. Continueremo a lavorare per far crescere la rete territoriale».

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