Emergenza sanitaria

Coronavirus, Toti pensa ad anticipare la riapertura di parrucchieri e ristoranti

Il primo calo dei positivi registrato ieri infonde fiducia nel governatore. Ma la Liguria nell'ultima settimana è stata la regione d'Italia in cui i positivi sono cresciuti di più

Coronavirus, Toti pensa ad anticipare la riapertura di parrucchieri e ristoranti
Cronaca Chiavari - Lavagna, 02 Maggio 2020 ore 08:55

“I numeri di oggi – ha commentato nella serata di ieri Toti – ci confermano che la situazione è in miglioramento, e questo ci conforta nelle nostre scelte. I tamponi effettuati aumentano come promesso, e per la prima volta registriamo la controtendenza, con un segno negativo nel numero dei casi al momento positivi. Scendono anche gli ospedalizzati, che oggi sono circa la metà di quanto fossero il mese scorso: oggi abbiamo più di 700 letti a disposizione in media intensità e sono occupati meno della metà dei posti disponibili in terapia intensiva, se mai la curva dovesse tornare a impensierirci”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sulla situazione sul coronavirus.

Coronavirus, Toti pensa ad anticipare la riapertura di parrucchieri e ristoranti

“Le ordinanze emesse da Regione Liguria fino a oggi – aggiunge Toti – sono pienamente legittime, e i dati che ci troviamo di fronte ci confortano che siamo sulla strada giusta.

Ogni regione ha le sue priorità e le sue peculiarità, le sue differenze, che devono essere tenute in considerazione. Per questo vorremmo consentire alle persone dello stesso nucleo familiare di andare in barca, e chi vive nei piccoli comuni che non hanno supermercati sul loro territorio di lasciare il comune per andare fare acquisti in negozi più convenienti, come anche di spostarsi in macchina per andare a fare sport in un parco”.

“Il nostro obiettivo è valutare attentamente i dati delle prime due settimane di maggio e, se tutto continuerà ad andare in questa direzione, ragioneremo con grande attenzione e con grande prudenza di anticipare l’apertura di parrucchieri e servizi alla persona, ovviamente applicando regole serie per la tutela delle persone – spiega Toti – come anche ragioneremo di far ripartire in anticipo i ristoranti, che potranno lavorare utilizzando maggiori porzioni di suolo pubblico, mettendo tavoli a distanza e dotando i camerieri di mascherine e usando tutte le misure e le precauzioni del caso. Stesso discorso poi per gli stabilimenti balneari, che dovranno lavorare in totale sicurezza”.
“Poi – conclude Toti – sarà necessario ragionare sullo spostamento delle persone. Anche qui il nostro punto di partenza saranno i dati delle prime due settimane di maggio, ma se la stagione turistica vuole avere un senso si dovrà per forza parlare della possibilità di far muovere i cittadini”.

Ma va davvero così bene in Liguria?

Insomma…
Come si può notare dall’elaborazione dei dati della Protezione Civile fatta dalla Fondazione GIMBE, nell’ultima settimana di aprile la Liguria è stata la regione dove la crescita delle positività – in proporzione – è stata la più alta d’Italia. Certamente coadiuvata, sempre in proporzione, anche dall’aumento del numero di tamponi effettuati, che resta tuttavia tra i più bassi d’Italia e dove la percentuale di positivi per test è tra le più alte, assieme al Piemonte.
Naturalmente, ogni dato riferito ai contagiati ha un valore limitato: da tempo ormai sappiamo come in Italia il numero di contagiati “occulti” si stimi essere altissimo, e che l’incremento dei test ne trovi molti non deve allarmare troppo, quando l’evidenza del calo delle criticità ed ospedalizzazioni testimonia sicuramente meglio il calo del famigerato R0: ma, è altrettanto certo, la Liguria è ben lungi dall’essere tra le regioni con andamenti più rassicuranti – per l’appunto è l’opposto -. Su quanto dunque possa essere saggio, proprio qui più che altrove, anticipare allentamenti di misure di contenimento rispetto al resto d’Italia, il punto di domanda è decisamente lecito.

 

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