Coronavirus

Corticelli chiede nuovamente dati e chiarimenti alla ASL 4

Tempi lunghi per i tamponi, numeri incerti e confusioni sui protocolli di conclusione delle quarantene: al presidente della conferenza dei sindaci risponde la direttrice di ASL 4

Corticelli chiede nuovamente dati e chiarimenti alla ASL 4
Chiavari - Lavagna, 14 Novembre 2020 ore 08:19

Il presidente della conferenza dei sindaci, e assessore alla sanità del comune di Chiavari, Giuseppe Corticelli, scrive nuovamente al direttore generale Asl4, Bruna Rebagliati, dopo la conferenza in remoto avvenuta l’altro ieri a cui hanno preso parte i direttori dei distretti sociosanitari n. 14-15-16 e il sindaco di Sestri Levante.

Corticelli chiede nuovamente dati e chiarimenti alla ASL 4

«Le amministrazioni hanno ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini per le molteplici criticità riscontrate nella gestione delle misure ed interventi relativi all’emergenza epidemiologica in corso. Tra cui i tempi lunghi per l’esecuzione di tamponi anche per chi ha avuto solo contatti con persone positive, la necessità di effettuare tamponi al termine della quarantena, con conseguente prolungamento del periodo di isolamento e la necessità di inserire nell’elenco inviato ai comuni i nominativi dei familiari dei positivi considerati contatti stretti, utili alle forze dell’ordine incaricate di effettuare i controlli. Ma anche i rischi a cui sono esposti i parenti di persone positive e sintomatiche che si trovano a condividere la stessa abitazione, senza adeguato isolamento o cure da parte degli operatori GSTA – spiega Corticelli – Inoltre, in merito al programma di assunzione di personale a cui ha fatto riferimento in una nota la Dott.ssa Rebagliati, auspichiamo che lo stesso possa contribuire ad un più tempestivo aggiornamento degli elenchi che giornalmente vengono inviati ai sindaci: i comuni ricevono telefonate di persone che comunicano la loro positività e per diversi giorni le stesse non compaiono nei report. Pur comprendendo le difficoltà dell’attuale gestione dell’emergenza, che richiede sforzi da parte di tutti gli operatori e professionisti impegnati, si ritiene doveroso individuare percorsi integrati e comuni, oltre a strutture disponibili per fronteggiare le problematiche attuali in un’ottica di piena collaborazione».

La risposta della ASL

Ed ecco, poche ore dopo la lettera di Corticelli, la risposta del Direttore Generale di ASL 4 Bruna Rebagliati.

“-Il bisogno ad oggi emerso nel territorio di Asl4 è relativo a soggetti che, dimessi dai reparti ospedalieri, necessitano, per proprie fragilità cliniche e sociali, di essere inseriti all’interno di strutture residenziali con livelli di assistenza non compatibili con le specificità che, in fase 1, erano state individuate presso la caserma di Caperana. Tali soggetti, ad oggi, sono stati proficuamente inviati nelle strutture RSA Covid individuate dalla Regione Liguria. In relazione all’eventuale bisogno di altra tipologia di struttura per l’ospitalità extra domiciliare, sono stati avviati i necessari confronti con i Direttori dei Distretti Sociali dai quali sono attesi i dati necessari per il proseguo della pratica.

-In ambito domiciliare le 3 squadre GSAT, articolate sulle 12 ore per 7 giorni alla settimana, hanno permesso di svolgere nel periodo 2/11-12/11, periodo di elevatissima richiesta, n° 306 visite e tamponi a domicilio (soggetti sintomatici), 170 tamponi a domicilio (soggetti asintomatici). Recentemente le squadre, in relazione all’ulteriore incremento dei bisogni, sono state ulteriormente potenziate consentendo di ridurre tempestivamente il tempo di attesa dalla segnalazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione.

-Nelle ultime due settimane il tempo massimo di risposta per una visita GSAT è stato di 48 h dall’invio della richiesta da parte dell’Igiene pubblica ed ad oggi possiamo affermare che le squadre GSAT non presentano arretrato di richieste, su tutto il territorio di competenza di ASL4.

-Le richieste di seconde visite da parte dei MMG/PLS vengono eseguite al massimo il giorno successivo alla richiesta ma spesso vengono eseguite nella medesima giornata.

-Un primo monitoraggio telefonico di questi pazienti avviene tempestivamente. In questi casi viene quindi riprogrammato un accesso domiciliare secondo le necessità.

-Tutti i tamponi vengono processati nel minor tempo possibile, sia nel laboratorio aziendale, che nei laboratori del centro Hub Policlinico San Martino e dell’Ospedale Gaslini ove vengono inviati; è evidente che le tempistiche di refertazione risentono del numero complessivo di tamponi effettuati ma sempre nel rispetto dei protocolli definiti. Inoltre, al fine di assicurare le più tempestive cure, i tamponi dei soggetti presenti nelle strutture dell’emergenza, ricoverati e/o da ricoverarsi, degli anziani nelle RSA, del personale sanitario vengono immediatamente presi incarico nel laboratorio aziendale secondo il principio della priorità clinica e assistenziale che è certamente diversa nei soggetti asintomatici isolati al domicilio.

-Per quanto attiene i tamponi di controllo a seguito della prima positività rilevata entro il termine della quarantena si conferma che dal 15 di ottobre u.s., con le nuove disposizioni del Ministero della Salute, riprese da ALISA, le persone positive escono dall’isolamento entro il 21° giorno dall’inizio dei sintomi, se sono asintomatiche da almeno una settimana. Molto spesso i tamponi eseguiti intorno al 10° giorno sono positivi e talvolta proprio per riscontrare un minor numero di positività, in considerazione anche del carico di lavoro del Drive Trough, viene dato il primo appuntamento verso il 12° giorno.

-Le indicazione ministeriali e regionali prevedono che i contatti stretti di casi positivi possano uscire dalla quarantena al termine di 14 giorni dall’ultimo contatto, senza esecuzione del tampone; per i contatti stretti conviventi di caso, se si ritiene che la quarantena sia correttamente condotta, la Struttura Complessa Igiene di ASL 4 fa eseguire il tampone dopo la negativizzazione del caso positivo al fine di finire la quarantena il prima possibile. Se non si tenesse conto di quanto sopra evidenziato, il primo tampone dovrebbe essere eseguito non prima di 10 gg. dalla negativizzazione del caso.”

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