La polemica

Covid: assemblee condominiali in videoconferenza, il duro “no” di Confedilizia

Per Vincenzo Nasini di Ape Confedilizia si tratta di una misura che «penalizza soprattutto gli anziani», spesso sprovvisti dei mezzi telematici per partecipare

Covid: assemblee condominiali in videoconferenza, il duro “no” di Confedilizia
Chiavari - Lavagna, 15 Novembre 2020 ore 10:24

Dura presa di posizione di Ape Confedilizia anche a Levante per la recente approvazione da parte del Senato di una norma sulle assemblee condominiali on line, che, secondo l’associazione, «lede gravemente i diritti di tutti i condòmini e, in particolare, quelli dei soggetti più fragili: anziani e famiglie meno abbienti».

Covid: assemblee condominiali in videoconferenza, il duro “no” di Confedilizia

Nel mirino è la norma che introduce la possibilità di svolgere l’assemblea condominiale in videoconferenza con il consenso della “maggioranza dei condòmini”. Tale previsione – che sostituisce l’attuale, che prevede il necessario consenso di “tutti i condòmini” – secondo Confedilizia impedirebbe di fatto a milioni di persone, non in grado o comunque nell’impossibilità di utilizzare mezzi telematici, di partecipare alle riunioni di condominio, creando comunque un generale aggravio di costi.

Per Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia e vice presidente nazionale: «Il provvedimento con estrema superficialità, sulla spinta di pressioni provenienti da più parti interessate e senza ascoltare l’opinione di chi rappresenta la maggioranza dei proprietari di casa, è destinata a provocare conseguenze drammatiche nel condominio per il combinato disposto della norma che ha abbassato il quorum per l’approvazione del credito d’imposta e di quella che oggi prevede che lo svolgimento in videoconferenza delle assemblee chiamate ad approvare tale argomento (oltre agli altri) possa essere approvata dalla maggioranza “dei condomini” e quindi con la sola maggioranza numerica. Ciò si tradurrà nell’imposizione delle relative scelte nei confronti di persone soprattutto anziani, che non dispongono tout court dell’hardware e del software o comunque non sanno o non possono utilizzarlo o utilizzarlo correttamente. È un gravissimo segnale di un atteggiamento non democratico e dimentico dei soggetti deboli che caratterizza scelte e decisioni che in questo momento drammatico vengono prese senza una matura riflessione», asserisce Nasini.

L’emendamento sotto accusa è stato approvato in prima lettura in sede di conversione del decreto-legge sulle misure anti-Covid. Se la norma non venisse soppressa – osserva Confedilizia – «si cancellerebbe in un sol colpo uno dei principii cardine dell’intera disciplina condominiale: la possibilità, per tutti gli aventi diritto, di partecipare all’assemblea per fornire, ciascuno, il proprio contributo alla discussione e alla votazione. E poiché non necessariamente la maggioranza dei condòmini è espressione della maggioranza dei valori millesimali dell’edificio, si avrebbe l’ulteriore, assurda conseguenza che un gruppo di condòmini numeroso, ma rappresentativo complessivamente di pochi millesimi, potrebbe vincolare l’intera compagine condominiale».

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