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Covid, Liguria ancora in fascia gialla

Dopo nove anni riapre il centro trapianti del San Martino

Covid, Liguria ancora in fascia gialla
Cronaca Chiavari - Lavagna, 08 Maggio 2021 ore 06:12

"La ripresa del Centro trapianti del San Martino dopo nove anni è un momento importante per la sanità della Liguria. Complimenti a chi si è impegnato in queste due lunghe giornate. Il Policlinico in questo anno di lavoro con il Covid ha consolidato la propria fiducia nel cuore dei liguri". Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in apertura dell'aggiornamento settimanale sui dati covid.

Covid, Liguria ancora in fascia gialla

"È stata comunque una settimana positiva e di grandi soddisfazioni, sia per questa notizia sia per l'andamento del contagio che sta decisamente scendendo - ha continuato - Nel report 51 dell'ISS tutti gli indicatori rimangono sotto la soglia di sicurezza. L'indice RT è a 0,96, con forchetta tra 0,91 e 1,02; la media è 0,90 (0,79-1,02). L'occupazione dei posti letto è al 27% per le terapie intensive (la soglia è al 30%) e al 27% per l'area medica (la soglia è al 40%). Il rischio complessivo per la nostra regione scende da 'moderato' a 'basso'. Stando ai dati di oggi anche nei prossimi giorni saremo in fascia gialla: l'incidenza dei casi su 100mila abitanti nella settimana appena finita si attesta a 92 come media regionale, con un sostanziale abbassamento in tutte le province; invece la soglia di incidenza su 10mila abitanti in un giorno è a 1,15, il valore più basso registrato dai primi giorni di gennaio. Dati buoni che ci confortano, siamo nella direzione giusta".
"Continua la riduzione dei positivi - ha continuato il presidente commentando i dati di giornata - e scendono anche i ricoverati, comprese le terapie intensive omogeneamente in tutte le aziende sanitarie e in tutti gli ospedali. Scendono anche i cittadini in isolamento da contatto, altro segno di un calo significativo dell'incidenza. Rimane purtroppo stabile, ma sempre sotto le dieci unità, il dato dei deceduti: siamo comunque in una soglia contenuta rispetto ai mesi scorsi e contiamo di scendere ancora e rapidamente, visti i progressi della campagna vaccinale. Siamo al 91% dei vaccini somministrati sui consegnati. Questa settimana sono stati somministrati finora 66mila vaccini, manca ancora sabato ma se questa tendenza si confermasse segneremmo un nuovo massimo, superando il già ottimo risultato della settimana scorsa. Regione Liguria è sopra il 30% dei vaccinati con una dose, quasi un terzo della popolazione, 3,4% in più rispetto alla media nazionale e 15,6% ha ricevuto anche la seconda dose, 4,2% in più della media italiana. Raggiunta anche quota 82% di over 80 mentre siamo al 60% di over 70 e questo consente da oggi di aprire ai cittadini vulnerabili, da lunedì alla fascia 55-59 anni. Chi era già programmato nelle liste e poi sospeso per i noti problemi di alcune tipologie di vaccino sono in corso di riprogrammazione attraverso sms inviati da Liguria Digitale. Per il personale scolastico (docente e non docente), dopo alcune ore di lavoro con la direzione distrettuale della scuola abbiamo deciso che le prenotazioni cominceranno dalle 8 del 13 maggio, chiamando al numero verde 800 938 818: le vaccinazioni saranno programmate nelle giornate successive. Ne mancano 16.406 su 29mila totali da vaccinare".

Il centro trapianti

"Il Presidente Toti aveva dato, tra gli incarichi del mio mandato, quello di riattivare il Centro Trapianti di Fegato del Policlinico San Martino, che non agiva più da 9 anni - ha detto Salvatore Giuffrida, direttore generale ospedale policlinico San Martino - Sin dall’inizio abbiamo cominciato a lavorare con la Direzione Strategica ed i collaboratori per riorganizzare il setting professionale. Passo passo siamo riusciti a riorganizzare, assumendo anche il personale necessario. Nei vari briefing abbiamo man mano valutato tutto quello che era necessario, quello che era progredito e quello che mancava e, infine, ieri ci è stato messo in disponibilità dalla Lombardia questo fegato in restituzione. Sono così partite le consuete procedure: alle 3 di questa mattina abbiamo ricevuto nulla osta all’utilizzo del fegato, che da Milano ha raggiunto Genova. L’equipe operatoria, nel suo complesso, ha agito e terminato l’intervento dopo circa 6 ore. In questo momento la paziente, pur essendo in rianimo, è estubata".
"Abbiamo avuto ieri la segnalazione della disponibilità di un organo - ha detto Enzo Andorno, direttore dell’equipe chirurgica dei trapianti di fegato del Policlinico - La ricevente è una donna di 57 anni, affetta da un tumore del fegato su un quadro di cirrosi. Avevamo tentato di operarla, resecandola, tre settimane fa, ma l’intervento sarebbe stato a grosso rischio di insufficienza epatica nel post-operatorio. Pertanto avevamo deciso di spostarla verso la terapia di trapianto. Ieri ha avuto la disponibilità di un organo compatibile di una donatrice di 67 anni, deceduta in Lombardia per un’emorragia cerebrale. Con il coordinamento regionale abbiamo quindi attivato le procedure di prelievo e di trapianto. Grazie alla collaborazione con il Niguarda, i colleghi hanno prelevato il fegato e noi lo abbiamo trapiantato qui a Genova. Abbiamo iniziato questa mattina intorno alle 7.20 e terminato intorno alle 13.40 circa. Si è trattato di un intervento stabile, riuscito sia tecnicamente che clinicamente. La ripresa funzionale dell’organo è sembrata buona. Siamo soddisfatti, speriamo che questo sia l’inizio di un’attività che possa portare per la nostra Regione e per il nostro Ospedale una svolta, non solo in senso trapiantologico".
"Dal punto di vista del coordinamento regionale, fare un trapianto di fegato non è un banale intervento chirurgico, ma un intervento che richiede un’organizzazione perfetta in tutto l’ospedale - ha detto Andrea Giannelli Castiglione, coordinatore del Centro regionale Trapianti - Non si è trattato di un’improvvisazione: c’è stata una lunga preparazione mirata a far ripartire un meccanismo che andava nuovamente oliato. Dal mio punto di vista del coordinamento regionale, ha funzionato tutto alla perfezione. Vedremo nei prossimi giorni come reagirà la paziente. È un inizio di una nuova fase che vede una ripresa dei trapianti a San Martino, che si è riappropriato di un know-how che spettava ed era di diritto".
"La paziente ha un decorso post-operatorio soddisfacente - ha detto Angelo Gratarola, responsabile del dipartimento interaziendale regionale emergenza urgenza - La paziente è sveglia, cosciente, collaborante e i parametri post-operatori sono in ordine. La 'macchina trapianti' non si era mai davvero fermata: va ringraziato il dottor Andorno per aver mantenuto accesa questa fiamma. Le capacità, già presenti dentro San Martino, hanno fatto ripartire le procedure senza grandi difficoltà". "Si chiude una settimana all’insegna di un calo generalizzato dell’incidenza in tutta la regione e anche della pressione ospedaliera - ha continuato - Come avevamo detto venerdì scorso, non era così preoccupante l’aumento, anche se di poche unità, dei letti di terapia intensiva, perché è un numero cresciuto in virtù della crescita delle settimane passate della media intensità e dell’incidenza. È un valore che necessita di più tempo, data la complessità di cura di questi malati più gravi, e quindi è l’indicatore che scenderà più tardi; scenderà, poiché calando l’incidenza, calando il numero dei ricoveri in media intensità, non può che comportarsi in questo modo. L’indicatore che calerà per ultimo è la mortalità. La pressione sui Pronto Soccorso non è estremamente elevata ed è basata ormai su malati non Covid. Tutti gli ospedali stanno cominciando ad avere un’opera di progressiva riconversione dei posti letto per dare ricovero a pazienti non Covid. Questo è l’andamento, mi auguro che tra le prossime due settimane piegheremo questi numeri e torneremo a valori consoni rispetto sia all’incidenza sia ai ricoveri in media intensità".

Le parole di Bassetti

"Si chiude una settimana decisamente positiva, pur con molto lavoro per la chiusura dei reparti covid - ha detto Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del San Martino - Molti ricoveri, moltissime dimissioni. Elevatisssimo turnover che si mantiene anche per questa settimana. Abbiamo iniziato a vedere una riduzione di ricoveri e contagi. L'impiegno dei monoclonali è rallentato perché ci sono meno pazienti candidabili: la Liguria, pur mantenendosi tra le tre prime regioni, scende al secondo posto dietro le Marche. Comunque chiudiamo con 260 pazienti trattati, 140 a Genove e altri distribuiti nelle altre Asl. Sono molto contento e ringrazio i colleghi infettivologi. Dispiace veder tappezzata Genova con manifesti contro i vaccini, soprattutto nella zona di ponente, a opera di ignorante che si firmano come medici e si prendono la responsabilità di diffondere informazioni false e molto pericolose in questo momento".