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Dall’arredamento alla ristorazione, voce ai commercianti di Cogorno

L’anno difficile a causa del virus, lo sfogo degli imprenditori

Dall’arredamento alla ristorazione, voce ai commercianti di Cogorno
Cronaca Valli ed entroterra, 27 Gennaio 2021 ore 11:20

Le ricadute economiche della pandemia da Covid-19 si manifestano ovunque, dalle realtà più grandi alle minori. Sulla base delle segnalazioni ricevute, secondo l’assessore al bilancio del comune di Cogorno, Sergio Segalerba, l’anno appena conclusosi ha visto una riduzione di oltre il 50 per cento dei ricavi nel commercio, in particolare per quelle attività maggiormente colpite dalle chiusure, quali bar, ristoranti e negozi di generi non alimentari.

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Tale dato numerico purtroppo trova puntuale conferma nelle testimonianze raccolte presso alcuni esercenti locali di diversi settori. Paolo Delucchi, socio titolare del Bar Fieschi, ha registrato nel 2020 una perdita di più del 60 per cento, dovuta in gran parte al periodo di forzata chiusura di 67 giorni durante la scorsa primavera.

“Non è possibile lavorare in questo modo: ogni momento cambiano modalità e orari; eppure noi rispettiamo scrupolosamente tutte le regole che vengono date”, afferma Delucchi. Aggiungendo inoltre che “occorre dilatare gli orari anziché restringerli; nei supermercati, che possono stare aperti per l’intera giornata, si verificano assembramenti: le regole devono essere uguali per tutti”.

Le cose vanno anche peggio nel settore dell’arredamento, come facilmente intuibile. Giancarlo Cundò, interior designer di Bixio Design – mobili e arredo in teak, con sede a Sestri Levante, lamenta una riduzione complessiva del fatturato addirittura del 70 per cento.

“Mentre nel negozio di Sestri, dove vendiamo anche oggettistica, ci siamo parzialmente risollevati nel periodo prenatalizio, qui a Cogorno invece il danno è stato maggiore”.

Sono state perse le occasioni derivanti dalle fiere: Bixio era solito partecipare a tre esposizioni l’anno (Genova, Firenze, Aosta), che hanno sempre costituito fonte di tantissimo lavoro. C’è stato inoltre il blocco delle importazioni via nave dall’Estremo Oriente (India, Indonesia, Cina): ciò comporta ripercussioni non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, determinandosi significativi ritardi nella consegna della merce ai clienti. Giancarlo Condò prosegue:

“Dato che la nostra clientela proviene soprattutto da fuori Cogorno, in particolare da Rapallo e da Genova, le limitazioni agli spostamenti tra comuni impediscono il contatto diretto, essenziale nel nostro settore, sia per la scelta che per la realizzazione delle rifiniture su misura. Lo smartworking per noi non è un’alternativa risolutiva”.

Iniziano ad aversi piccoli segnali di ripresa, comunque ben lontani dai livelli del 2019.

Ha dovuto completamente reinventare le modalità di lavoro La Brocca, noto ristorante di pesce di Cogorno. La titolare Angela Mandato spiega che la consegna d’asporto è un tamponamento relativo dei danni, data la permanente riduzione dei posti a sedere nei giorni in cui è consentita l’apertura.

“Abbiamo incassato almeno il 50 per cento in meno, nonostante l’ampliamento all’esterno permesso in estate da comune e condominio. Pur con mille difficoltà, abbiamo scelto di andare avanti. E’ la speranza che ci sostiene”, conclude la Mandato.

Se continueranno le restrizioni, si ricorrerà nuovamente alla cassa integrazione per i dipendenti, come già avvenuto lo scorso marzo.

“Da quando ho avviato l’attività, nel lontano 1994, il 2020 è stato l’anno peggiore, sia economicamente che psicologicamente”.

Lo dice Domenico Rota, titolare dell’omonimo Foto Studio, unico negozio “fisico” di fotografia a Cogorno. Gli introiti si sono praticamente dimezzati: i due terzi dei matrimoni sono stati annullati, soprattutto quelli numerosi, e rimandati al 2021 con tutte le incertezze del caso. Perse anche le cerimonie minori (battesimi, comunioni, lauree), per cancellazione o impossibilità di effettuare il servizio. Nessun lavoro fino alla prossima primavera-estate.

Questa la difficile situazione attuale. Ed il futuro è un’incognita. Intanto, come le altre amministrazioni, il Comune di Cogorno ha ridotto del 75 % la quota variabile della Tari (imposta sui rifiuti) per le utenze commerciali. E’ stata, inoltre, azzerata la tassa sul suolo pubblico per i banchi del mercato settimanale di merci varie, che non si è mai tenuto durante il primo lockdown.