Cronaca
Il racconto

Davide, edicolante in prima linea testimone di una Recco trasformata

La gestione di un’attività e la vita in città in questo speciale periodo

Davide, edicolante in prima linea testimone di una Recco trasformata
Cronaca Golfo Paradiso, 19 Aprile 2020 ore 11:27

Ai tempi dell'emergenza coronavirus in prima linea ci sono anche loro, gli edicolanti. Regolarmente aperta l’edicola “Al Capolinea”, l'unica rimasta operativa a Recco, in centro, a pochi passi dal Municipio: fornisce un servizio importante ai cittadini, specialmente in questo periodo. Davide Pistelli (nella foto), gestore dell’attività insieme a un socio, è un valido testimone dei cambiamenti che hanno interessato la città ultimamente.

"La maggior parte delle persone che incontro è impaurita dall’emergenza, è evidente e comprensibile - afferma Pistelli -. Nessun cliente ci nega un saluto e un sorriso, e noi contraccambiamo volentieri come sempre, tuttavia non passano inosservati determinati comportamenti: alcuni temono la consegna del resto in contanti da mano a mano, ragion per cui in quei casi appoggiamo banconote e monete su una superficie, altri si sforzano per tendere il braccio in modo da rimanere distanti il più possibile. Molti clienti abituali non vengono più, per timore di contrarre il coronavirus in città o perché risiedono in altri comuni: delegano altri a compiere gli acquisti o rinunciano a farli. All’opposto, ci capita di servire persone mai viste prima, che probabilmente puntano sulla lettura per impiegare meglio il tempo libero in casa. Nessun cambiamento sostanziale sulla varietà di prodotti acquistati: c’è chi predilige giornali come il vostro per informarsi oppure, ad esempio, riviste di enigmistica per svagarsi e tenere la mente allenata. In generale abbiamo registrato un netto calo delle vendite, dovuto soprattutto al crollo degli acquisti dei biglietti dei bus. La situazione che stiamo vivendo è preoccupante, non solo per le conseguenze sulla nostra salute ma anche per le ricadute sul settore lavorativo: da quest’ultimo punto di vista, avendo mantenuto il mio lavoro, non posso non pensare di essere stato più fortunato rispetto a tante altre persone".