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Delitto Nada Cella, la difesa di Cecere punta al ribaltamento: «Contro di lei solo un romanzo da soap opera»

Non si ferma la battaglia legale sul delitto di via Marsala del 1996

Delitto Nada Cella, la difesa di Cecere punta al ribaltamento: «Contro di lei solo un romanzo da soap opera»

Non si ferma la battaglia legale sul delitto di via Marsala del 6 maggio 1996. Come riportato questa mattina dalle pagine de Il Secolo XIX, Annalucia Cecere – condannata in primo grado a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella – ha presentato un ricorso in appello di 93 pagine per chiedere l’annullamento della sentenza. Attraverso il suo avvocato Giovanni Roffo, l’ex insegnante passa al contrattacco e punta il dito contro la gestione delle indagini e il ruolo del commercialista Marco Soracco.

La difesa sostiene che la mattina del delitto i condomini sentirono rumori di colpi e porte sbattute, ma nessuno avvertì il suono del campanello: un dettaglio decisivo che dimostrerebbe come l’assassino non abbia bussato, ma avesse già libero accesso allo studio. Il legale contesta duramente la ricostruzione dei giudici di primo grado, definendola:

«Un pot-pourri degno di un romanzo d’appendice, se non addirittura la sceneggiatura di una soap opera».

Il ricorso demolisce infine la testimonianza della zia che diceva di aver visto la Cecere con le mani insanguinate, ricordando che né l’ex fidanzato né i carabinieri notarono alcuna ferita nei giorni successivi. La parola passa ora ai giudici di secondo grado.

(Nella foto, Annalucia Cecere in una foto giovanile)