Delitto di Sestri Levante: Ginocchio si dice innocente, Barbosa non risponde al gip

Paolo Ginocchio si è difeso dicendo che all’ora del delitto era a casa. Gesonita Barbosa si è avvalsa della facoltà di non rispondere

Delitto di Sestri Levante: Ginocchio si dice innocente, Barbosa non risponde al gip
Cronaca 07 Dicembre 2017 ore 07:34

Ieri udienza di convalida dell'arresto per Gesonita Barbosa e il suo convivente Paolo Ginocchio accusati dell'omicidio di Antonio Olivieri. Secondo quanto appreso Ginocchio, assistito dall'avvocato Emanuele Olcese, ha risposto alle domande del gip Franca Borzone ripetendo che la notte dell'omicidio era a dormire a casa con la donna ma non riuscendo a spiegare perché la sua automobile, ripresa la notte dell'omicidio dalle telecamere di videosorveglianza, si trovasse sotto casa di Olivieri. “Io quella notte dormivo a casa mia con Gesonita e non mi sono mosso - ha dichiarato Ginocchio - non so cosa possa essere accaduto, io so solo che ho parcheggiato l’automobile  la sera e la mattina l’ho trovata dove l’avevo parcheggiata”. Sulle fascette da elettricista trovate nella sua macchina ha detto di non sapere nulla nemmeno di quelle e che “chi ha preso la mia macchina può aver messo lì anche le fascette”.

Gesonita Barbosa si è avvalsa della facoltà di non rispondere

Barbosa invece si è avvalsa della facoltà di non rispondere. "Devo vedere nel dettaglio gli atti di accusa e le prove raccolte dagli inquirenti - ha detto l’avvocato di Barbosa, Nicoletta Peri - per questa ragione la mia assistita, che nega la gravissima accusa di essere la mandante dell'omicidio del marito, risponderà poi punto su punto".  I due sono stati interrogati nella casa circondariale di Genova Marassi.

L'arresto della coppia: lei la mandante, lui l'esecutore del delitto

Per l’uccisione di Olivieri, l’imbianchino trovato morto in uno scantinato di viale Roma nei pressi della stazione ferroviaria di Sestri Levante il 23 novembre scorso con la testa fracassata, sono stati arrestati, come noto, la 35enne brasiliana e il nuovo convivente di lei, un 45enne di San Salvatore di Cogorno. I due, che vivono in via dei Devoto Lavagna, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Genova con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione. Avrebbero agito per odio: la donna con il ruolo di mandante, mentre l’uomo sarebbe l’autore materiale del delitto. Per l’accusa Barbosa, conosciuta a Sestri Levante anche con il nome di Anita Brandao, nutriva odio verso Olivieri, da cui era in via di separazione, e al quale aveva già bruciato il motorino, gesto per cui era stata condannata in tribunale due giorni prima del delitto. Barbosa, in cura al Sert per ludopatia e sempre in cerca di denaro, provava un forte risentimento verso Olivieri che aveva più volte minacciato di morte. Lo riteneva responsabile della scelta compiuta dal tribunale di affidare all’uomo la figlia di 15 anni della donna e il figlio di 10 anni della coppia. A spingere Barbosa e Ginocchio ad uccidere Olivieri ci sarebbe anche una questione economica. Con la morte dell’imbianchino la donna sarebbe entrata in possesso del denaro del marito, dal quale è in fase di separazione, denaro di cui la brasiliana aveva bisogno per giocare e coprire i debiti di gioco. A tradire la coppia ci sarebbero delle intercettazioni telefoniche e un sms che Ginocchio ha inviato il pomeriggio dell’omicidio alla donna con cui le chiede di cancellare tutta la cronologia dei messaggi.

I dettagli principali dell’indagine sull’omicidio di Olivieri

I movimenti sospetti dell’autovettura di Ginocchio, dall’abitazione di Lavagna, a quella di Olivieri in viale Roma a Sestri Levante. Movimenti registrati dalle telecamere di videosorveglianza della vicina farmacia in piazza della stazione. La corrente elettrica, staccata nel condominio, negli stessi orari di quei movimenti, tra le 23 e la mezzanotte del 22 novembre scorso, e tra le 5 e le 6 del mattino del 23 novembre. E poi una confezione da cento fascette da elettricista, tutte numerate. Una confezione aperta, con alcune fascette mancanti. Quelle ritrovate al collo di Olivieri.

Il blackout, la trappola per attirare Olivieri in cantina

Olivieri è stato attirato nello scantinato per un black out avvenuto nelle prime ore della mattina del 23 novembre. La corrente era stata staccata già una prima volta, la sera precedente, ma senza esito poiché, secondo gli inquirenti, Olivieri stava dormendo. Attirato in cantina, è avvenuto l’agguato con numerosi colpi alla testa con un oggetto tagliente, non ancora rinvenuto.

Le telecamere di videosorveglianza a Sestri Levante e a Lavagna

Barbosa e Ginocchio avevano dichiarato durante i primi interrogatori di trovarsi nella propria abitazione di Lavagna durante le ore in cui si è consumato il delitto. I movimenti dell’autovettura di Ginocchio sono stati registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti in viale Roma. L’omicidio è avvenuto tra le 5 e pochi minuti dopo le 6 del mattino del 23 novembre, momento in cui l’auto di Ginocchio è ripartita da viale Roma. In seguito alla perquisizione dell’auto di Ginocchio è stata rinvenuta la confezione di fascette da elettricista.