Santa Margherita Ligure

Delpino: “Che fine ha fatto la chiglia della nave Elettra di Marconi?”

Lo storico torna a parlare di uno dei simboli della città di Santa

Delpino: “Che fine ha fatto la chiglia della nave Elettra di Marconi?”
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 03 Febbraio 2021 ore 13:01

Che fine ha fatto la chiglia della nave Elettra di Guglielmo Marconi? E’ stata inaugurata il 26 maggio 1979, alla presenza della Marchesa Cristina Marconi, della principessa Elettra Marconi, dell Generale Venturini e della Signora Amorelle Sanson, vedova dello scrittore Vittorio G. Rossi. La chiglia, che stava a Villa Durazzo, nel luglio del 2015 è stata trasferita al Museo Tecnico Navale di La Spezia.

Il caso

Nei giorni scorsi il ricordo dell’Elettra è stato oggetto di molti post sul web e anche lo storico Marco Delpino è tornato sull’argomento, sempre di attualità, trattandosi di un simbolo di Santa Margherita Ligure.

Per far comprendere l’importanza di Marconi nel Tigullio, a a Santa Margherita Ligure, in particolare, vorrei ricordare che per 17 lunghi anni la nave Elettra diventò il laboratorio galleggiante dello scienziato, sino a che, nel 1937, lo Stato italiano l’acquistò e per ben 6 anni, ogni estate, la “bianca nave” sostava nella “perla del Tigullio – dice Marco Delpino -. Durante la seconda guerra mondiale, il panfilo fu sistemato a Trieste e l’8 settembre 1943, requisito dai tedeschi, diventò nave-pattuglia con il nome NA.6>.

Dopo la guerra, in seguito a lunghe e complesse trattative con la Jugoslavia, l’Elettra, rabberciata, tornò in Patria, smembrata in tanti pezzi che furono collocati in varie località “marconiane” d’Italia, tra cui Santa Margherita Ligure esattamente il 26 maggio 1979. Nel 1979, infatti, il Lions Club “Santa Margherita Ligure” volle offrire alla città, in memoria e a onore di un illustre Italiano che aveva scelto S. Margherita Ligure come sede dei suoi studi ed esperimenti, un reperto del panfilo “Elettra” che venne sistemato nello spazio di terreno posto all’ingresso di Villa Durazzo e, successivamente, spostato in altra area del Parco piuttosto decentrata. «A distanza di oltre cinque anni dal “prestito” al Museo Tecnico Navale di La Spezia, sarebbe opportuna la richiesta di restituzione del reperto che, proprio per onorare il grande scienziato, dovrà essere ricollocato in un luogo visibile e dignitoso» dice Delpino.

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