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Lavagna

Diga Perfigli, il Comitato Giù le mani dal fiume Entella: “Ora la Città Metropolitana faccia la sua parte”

"È tempo d’interventi utili per l’effettiva mitigazione del rischio idrogeologico, non d’insistere per erigere muri, che assecondino volontà di urbanizzazione"

Diga Perfigli, il Comitato Giù le mani dal fiume Entella: “Ora la Città Metropolitana faccia la sua parte”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 10 Aprile 2021 ore 14:27

Diga Perfigli, il Comitato Giù le mani dal fiume Entella: “Ora la Città Metropolitana faccia la sua parte”.

La vicenda riassunta dal comitato

Sulla grande opera è intervenuto il Comitato, attraverso il portavoce Giovanni Melandri:

Venerdì 9 aprile 2021, il consiglio comunale di Lavagna ha votato, assenti i consiglieri del Gruppo Officina Lavagnese, all’unanimità, la proposta di delibera con la quale si richiede a Città Metropolitana la sospensione, per 180 giorni, dell’esecuzione dell’opera di mitigazione del rischio idraulico sul fiume Entella, nota come Diga Perfigli.

Tale sospensione è richiesta in attesa degli esiti di specifico studio che potrà essere affidato al DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) – Università di Genova, o ad altro Ente competente indicato dalla Città Metropolitana di Genova, dai cui esiti potrà derivare il recesso dall’accordo di programma relativo all’esecuzione dell’opera.

A questo punto ci si aspetta che Città Metropolitana faccia la sua parte. Il Sindaco Marco Bucci aveva dichiarato, che occorrevano precisi atti da parte del Comune di Lavagna per fermare l’opera ed ecco, questo è il primo. Non è ancora il recesso dall’accordo di programma, che, con ogni probabilità, seguirà a seguito degli esiti di tale studio, che, si ritiene che difficilmente potrà non rilevare l’assurdità di tale opera.

A questo punto sta a Città Metropolitana prendere atto di quanto sopra; si auspica che il Sindaco Bucci si esprima sul punto, tenuto anche conto che l’avvenuta conclusione della procedura di gara per l’assegnazione dei lavori non comporta, come da esplicita clausola contenuta nel bando, la necessità di aggiudicazione e di stipula del relativo contratto con la Ditta vincitrice.

È tempo d’interventi utili per l’effettiva mitigazione del rischio idrogeologico, non d’insistere per erigere muri, che assecondino volontà di urbanizzazione!

Non si ripeterà mai abbastanza che il primo e più immediato problema riguarda la foce del fiume, a cui va restituito uno sbocco in mare che eviti il continuo accumularsi di depositi sabbiosi, i cui livelli sono impressionanti e sono la causa principale delle esondazioni nel tratto terminale del fiume”.