Rapallo

Docenti in quarantena, il Liceti costretto a lasciare a casa altre quattro classi

Seguiranno la didattica a distanza sino a mercoledì; intanto l'istituto rapallese sta diventando così un banco di prova dei protocolli di prevenzione e sicurezza scolastica contro il contagio

Docenti in quarantena, il Liceti costretto a lasciare a casa altre quattro classi
Rapallo - Santa Margherita, 26 Settembre 2020 ore 07:14

L’Istituto Liceti di Rapallo è stato il primo del nostro territorio a doversi scontrare con casi di positività al Covid-19 di alcuni suoi studenti e con tutto il sistema relativo di sicurezza e prevenzione del contagio approntato dal Ministero e dalla Asl: due le classi che sono state dovute essere poste in quarantena, assieme ai docenti che vi avevano tenuto lezione. Per altro Liceti del tutto “incolpevole”, in quanto, come verificato proprio dalla Asl che ha ricostruito le catene di contagio, i casi fra i ragazzi si sarebbero tutti generati al di fuori delle mura scolastiche. Questo ha fatto dell’istituto un banco di prova di quegli stessi protocolli, che indubbiamente dovranno essere raffinati in corsa per smussare gli angoli e problematiche più acute: una di queste emerge ora, con la necessità di tenere a casa altre quattro classi, non per altre positività ma proprio per l’isolamento a cui sono sottoposti i docenti delle due poste in quarantena.

La decisione si è resa necessaria vista proprio la conseguente carenza di personale didattico: le quattro classi, dunque, seguiranno le lezioni a distanza, anche se almeno per il momento la cosa dovrebbe verificarsi solo lunedì e martedì, mentre da mercoledì è previsto il rientro regolare in aula. Come ha spiegato il dirigente scolastico Norbert Künkler sulle pagine del Secolo XIX di oggi, per prevenire ulteriori ed ancor più estese analoghe problematiche nel prossimo futuro è ora allo studio, di concerto con la Asl, una possibile correzione al protocollo, che veda la fornitura di ulteriori dispositivi di sicurezza ai docenti, di modo da potenzialmente permettere, in casi simili, di non dover automaticamente porre in isolamento anche il personale scolastico.

Künkler nell’occasione ha rimarcato come per l’appunto i contagi siano tutti avvenuti tra i ragazzi al di fuori dell’ambiente scolastico, che in questo caso attraverso le sue rigide misure di sicurezza e controllo ha assunto il ruolo sociale di utilissimo muro di screening, ma che rischia così anche di pagare le conseguenze delle minori accortezze tenute dalla popolazione al di fuori delle proprie mura. Se, insomma, qualche correzione ai protocolli scolastici potrà essere messa in campo per mitigare tali conseguenze, il Liceti è avvisaglia del fatto che se nel frattempo nella quotidianità continuerà l’attuale clima da esausto “liberi tutti” il sistema scolastico potrebbe trovarsi costretto ad un blocco fattuale se non formale.

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