Dodici: «Anno boom per la nocciola, ottimo il raccolto e la qualità»

 Persone di tre generazioni e quattro continenti (Africa, est UE, USA e UE) per proseguire un’antica tradizione secolare che persevera nel tempo

Dodici: «Anno boom per la nocciola, ottimo il raccolto e la qualità»
Valli ed entroterra, 07 Settembre 2018 ore 07:45

Annata boom per le nocciole. Mario Dodici presidente della Cooperativa agricola rurale Isola di Borgonovo è soddisfatto: “Il clima è stato favorevole pertanto la raccolta è risultata buona e di qualità, siamo soddisfatti". Ora le nocciole sono al sole per essiccare prima di essere vendute e finire sulla tavola.

Dodici: «Anno boom per la nocciola, ottimo il raccolto e la qualità»

I soci della Cooperativa non si sono limitati a raccogliere il frutto, sono andati oltre, da non sottovalutare l'aspetto sociale che  Dodici porta avanti da tempo. Nei noccioleti erano impegnate persone di tre generazioni e provenienti addirittura da ben quattro continenti. Africani, americani, europei e paesi dell’est, tutti uniti nel segno della nocciola e dell'integrazione. Da sempre, il lavoro e la natura uniscono, quasi mai dividono. Fino all'inizio degli anni Ottanta i noccioleti facevano parte del paesaggio ed erano fonte di una importante microeconomia, a Mezzanego, San Colombano e Comuni limitrofi,  si contavano circa 380 ettari di noccioleti coltivati.  Purtroppo negli anni successivi si è verificato un vertiginoso abbandono. "Oggi con la collaborazione della Camera di Commercio di Genova, vari Comuni, aziende locali del settore e il sostegno di diversi coltivatori si è potuto registrare il marchio collettivo "Misto Chiavari" a tutela della nostra nocciola – conclude Dodici -  in questi ultimi due anni il recupero di noccioleti abbandonati è sensibilmente aumentato e questo prodotto di nicchia ha stuzzicato l'interesse di aziende locali e internazionali che hanno importato prodotti con la nostra nocciola". Localmente si trovano biscotti, torte, creme spalmabili,cioccolato, gianduiotti, pasta per gelaterie, etc .Sono proprio i trasformatori che potrebbero fare la differenza nel percorso di recupero.