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La riapertura

Domani la riapertura dei centri antiviolenza in Liguria

Cavo: "Chieder aiuto ai centri è sempre stato possibile attraverso il numero nazionale 1522 e i contatti delle singole strutture, anche nel periodo in cui le misure di contenimento del contagio hanno limitato le possibilità di spostamento"

Domani la riapertura dei centri antiviolenza in Liguria
Cronaca Chiavari - Lavagna, 09 Giugno 2020 ore 08:10

Domani, mercoledì 10 giugno, i centri antiviolenza della Liguria riprendono la loro attività in presenza in tutte le loro sedi.

La riapertura

“Il sostegno alle donne vittima di violenza in Liguria non si è mai fermato – commenta l’assessore alle Pari opportunità Ilaria Cavo –, a maggior ragione in questo momento storico senza precedenti, in cui un numero purtroppo ancora maggiore di donne ha avuto bisogno del sostegno dei nostri centri, dovendo affrontare convivenze forzate e continuate in situazioni di disagio e di violenza domestica. Nei mesi del lockdown – precisa l’assessore Cavo – tutte le operatrici e gli operatori dei centri hanno fatto uno sforzo immenso per riorganizzare e svolgere a distanza il loro lavoro. La loro professionalità è stata ancora una volta encomiabile: per questo a loro va il nostro personale ringraziamento”.

Durante la prima fase dell’emergenza infatti, i Centri Antiviolenza si sono riorganizzati per garantire anche a distanza tutti i servizi di ascolto, sostegno, informazioni, consulenza legale e supporto psicologico a favore delle donne.

In più, proprio per confermare la vicinanza delle istituzioni a tutte le donne vittime di violenza, Regione Liguria e Costa Crociere Foundation hanno lanciato la campagna di informazione #nonseisola:

“Il messaggio – prosegue Cavo – era quello che le istituzioni, anche nella fase più drammatica dell’emergenza coronavirus, erano presenti. Chieder aiuto ai centri è sempre stato possibile attraverso il numero nazionale 1522 e i contatti delle singole strutture, anche nel periodo in cui le misure di contenimento del contagio hanno limitato le possibilità di spostamento”.

Nei mesi del lockdown sono state più di 250 i “nuovi contatti” di donne che per la prima volta si sono rivolte ai centri antiviolenza liguri:

“Un risultato importante, che prova come le vittime di violenza abbiano raccolto il messaggio della campagna nonostante le limitazioni e il controllo a cui erano sottoposte- commenta Cavo – Nel frattempo, le operatrici e le volontarie hanno lavorato per rendere sicuri i locali e per riorganizzare le attività in modo da ridurre i rischi di contagio, anche grazie ai dispositivi di protezione messi a disposizione da Regione Liguria e ai finanziamenti appositamente previsti dal Dipartimento Pari Opportunità. Grazie a questo lavoro, ora i centri sono pronti per ripartire con l’attività in presenza”.

“Inoltre – conclude l’assessore – per fronteggiare al meglio il lockdown continuando a garantire assistenza e supporto, i Centri Antiviolenza hanno seguito un percorso di digitalizzazione acquisendo strumentazioni e competenze grazie al progetto avviato con Costa Crociere Foundation. Le strutture liguri hanno risposto prontamente a questa opportunità di crescita, fondamentale non solo nell’emergenza ma anche per il futuro: le competenze acquisite infatti serviranno a rendere i centri sempre più accessibili e vicini alle donne bisognose di aiuto”.

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