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La tragedia

Frana del cimitero: “CaligosuCamogli” da oltre un mese chiede l’accesso agli atti. Ma è solo silenzio

Il Comitato cittadino, rappresentativo delle famiglie dei deceduti coinvolti, ha ripresentato le sue richieste. "L'accesso agli atti è un diritto fondamentale. Aspettiamo una degna sepoltura per i nostri morti".

Frana del cimitero: “CaligosuCamogli” da oltre un mese chiede l’accesso agli atti. Ma è solo silenzio
Cronaca Golfo Paradiso, 01 Aprile 2021 ore 15:29

Il Comitato cittadino “CaligosuCamogli”, rappresentativo delle famiglie dei deceduti coinvolti, ha ripresentato le sue richieste sul crollo del cimitero avvenuto il 22 febbraio scorso. Ma finora sono rimaste inascoltate.

“Il silenzio continua ad avvolgere le richieste inoltrate il 12 marzo scorso al Comune di Camogli, ed il Comitato CaligosuCamogli in proprio e su specifica procura dei parenti dei deceduti coinvolti nel crollo del Cimitero di Camogli di Lunedì 22 febbraio 2021, da venerdì 26 marzo scorso, sta inoltrando accessi agli atti al Comune

L’accesso ad atti e documenti pubblici è un diritto fondamentale

Il Comitato ed i parenti si appellano al “Decreto trasparenza” il quale consente a chiunque di accedere a documenti, dati ed informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria (“accesso civico semplice”) e ad atti e documenti ulteriori detenuti dalle pubbliche amministrazioni (cd“accesso civico generalizzato”) come diritto fondamentale in conformità all’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) finalizzato ad un dibattito pubblico informato e ad un controllo diffuso sull’azione amministrativa.

Le informazioni richieste dal Comitato non sono altro che dati pubblici che dovrebbero essere agilmente visionabili da chiunque, giacchè anche presenti sulle lapidi dei cimiteri e, sino al 22 febbraio scorso, ben impressi sulle lapidi di quel muro e di quelle cappelle che oggi son state distrutte e travolte dal crollo.

 “Non tempestivi gli accertamenti medico legali”

La preoccupazione dei parenti verte soprattutto sulla non tempestività degli accertamenti medico legali (prova del DNA e altri esami scientifici), di cui si è letto sui giornali, ma di cui non si ha alcuna certezza. Ci si interroga sullo stato di conservazione delle salme e sulla fattibilità degli accertamenti ad oltre un mese dai fatti e dai ritrovamenti

Il Comitato e i parenti dei deceduti intendono con forza far valere i loro molteplici interessi alla acquisizione dei documenti richiesti al Comune giacchè necessari:

alla sicura identificazione delle proprie salme attraverso la precisa individuazione di tutti i defunti dispersi e quindi di tutte le salme coinvolte nel crollo, quale dato comparativo necessario all’identificazione delle salme rinvenute;
ad assicurare alle proprie salme una dignitosa sepoltura attraverso la adeguata conservazione dei resti e dei corpi rinvenuti dalle acque o trovati sotto le macerie;
al sicuro ricongiungimento di ogni salma al proprio parente attraverso una procedura rigorosamente scientifica e trasparente, da svolgersi alla presenza di un medico legale e nel contraddittorio con i parenti;
a verificare mediante il Registro cimiteriale e le concessioni le effettive occupazioni dei loculi e la capienza raggiunta da ogni tomba (nella specie quanti feretri e cassette fossero contenuti nei loculi distrutti) e conseguentemente il peso a cui era sottoposta la parete crollata, dati necessari per la verifica statica della stessa prima del crollo anche agli evidenti fini di giustizia;
alla sicurezza degli spostamenti dei feretri nell’ambito della struttura cimiteriale a seguito della demolizione dell’ala del cimitero non in sicurezza, al fine della ricollocazione certa ed in contraddittorio con i parenti sia dei feretri che delle cassette spostate a seguito della demolizione;

all’accertamento dei fatti e delle responsabilità;
alla corretta individuazione ed al censimento di tutti i defunti presenti nella “parete” e nelle “cappelle” crollate ove erano collocati parenti, amici, cari e comunque una parte significativa della comunità, rappresentata nel presente atto dai parenti in proprio e dal neocostituito Comitato”.

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