Garibaldi: “Aree contigue Aveto, per l’assessore Mai ci sono parchi di Serie A e parchi di serie B”.

Interrogazione del consigliere regionale in merito alla decisione della giunta

Garibaldi: “Aree contigue Aveto, per l’assessore Mai ci sono parchi di Serie A e parchi di serie B”.
Valli ed entroterra, 11 Settembre 2018 ore 18:57

“Per l’assessore Stefano Mai ci sono parchi di serie A e parchi di serie B: e il Parco dell’Aveto, purtroppo, visti gli ultimi provvedimenti firmati dalla Giunta Toti, fa parte di quest’ultima categoria”. A dirlo è il consigliere regionale del Pd Luca Garibaldi, che questa mattina martedì 11 settembre in aula ha presentato un’interrogazione sull’abolizione delle aree contigue del Parco dell’Aveto proposta dalla giunta ligure.

Tra le ragioni della soppressione, l'aumento dei cinghiali: "Assurdo"

“Tra le ragioni che avrebbero spinto Mai a decidere per la soppressione delle aree contigue del Parco dell’Aveto – spiega l’esponente del Partito Democratico – ci sarebbe l’aumento dei cinghiali, perché, sostiene l’assessore, a fronte del continuo aumento dei danni apportati dagli ungulati, è sempre più difficile costituire squadre di cacciatori residenti nei piccoli comuni del Parco che effettuino un adeguato prelievo venatorio. E così, la soluzione, per il centrodestra, è abolire direttamente le aree contigue: una decisione assurda. Soprattutto – dice Garibaldi – perché in una situazione analoga, per il Parco di Portofino, invece di sopprimere le aree contigue, si è preferito, giustamente, disciplinare in forma sperimentale una sospensione dell’efficacia delle limitazioni all’attività venatoria, al fine di consentire di intervenire sull’incremento della presenza dei cinghiali nelle zone che risultavano più soggette a questo fenomeno”.

"Non è più semplice tenere le aree contigue?"

Il consigliere regionale del Pd ha chiesto poi all’assessore Mai “quali siano gli studi e gli approfondimenti tecnici effettuati negli ultimi mesi a supporto della proposta di soppressione della aree contigue contenuta nella nota della Regione Liguria del 3 luglio”. Anche perché in queste zone cuscinetto, continua Garibaldi, “si trovano alcuni tra i principali rifugi sui quali il Parco dell’Aveto ha programmato azioni di recupero e su cui ha investito molto in questi anni (Malga di Perlezzi, Malga Zanoni, Rifugio di Prato Mollo) e la Miniera di Gambatesa. Oggi Mai ha detto che Gambatesa verrà inserita nel Parco e che alcuni di questi rifugi verranno tutelati. Ma non è più semplice tenere le aree contigue e adottare la stessa soluzione che è stata adottata meno di un mese fa a Portofino? Perché l’assessore prosegue con questi pasticci che mettono a repentaglio alcuni gioielli del nostro territorio?”.