Da giovedì gli ospedali liguri dimezzano i farmaci

Entra in vigore il primo marzo il nuovo regolamento che prevede tagli ai medicinali forniti dagli ospedali ai pazienti dimessi: «per ridurre gli sprechi», sostiene Alisa, ma tra le giustificazioni c'è anche dell'incredibile

Da giovedì gli ospedali liguri dimezzano i farmaci
Valli ed entroterra, 23 Febbraio 2018 ore 09:51

Scatta il primo marzo la stretta sui farmaci emessi dalle farmacie ospedaliere ai pazienti dimessi: saranno dimezzati.

Farmaci dimezzati per le convalescenze post ospedaliere

È usuale che in seguito a un ricovero, anche dopo le dimissioni dall'ospedale un paziente debba seguire una terapia farmaceutica: antibiotici, antidolorifici o altri medicinali che accompagnino il malato verso la definitiva - si spera - guarigione. E di norma il primo ciclo di tale somministrazione viene fornito al momento delle dimissioni dalla stessa farmacia ospedaliera. Ma il sistema, per Alisa - l'azienda regionale che gestisce e coordina le ASL liguri - era pieno di incongruenze e "sprechi". E dunque, fra le norme volte a regolarlo ed uniformarlo che entreranno in vigore da giovedì prossimo, primo marzo, ecco spuntare la brutta sorpresa: il dimezzamento, de facto, dei farmaci forniti dagli ospedali.

Se prima, infatti, i farmaci forniti alla dimissione del paziente potevano coprire sino a un massimo di 60 giorni di terapia, o due settimane in caso di farmaci monodose, i limiti scenderanno a massimo 30 giorni (e comunque una sola confezione di prodotto) ed una settimana per i monodose. Dopodiché il paziente dovrà rivolgersi come di norma a medico di famiglia e farmacie, pagando regolarmente farmaci e/o ticket.

Le terapie sono uno spreco?

Inevitabile che la decisione faccia discutere, soprattutto quando ad essere giudicata "spreco" è non tanto, o solo, una condotta incontrollata o non uniforme fra i vari poli ospedalieri, bensì la stessa terapia per i convalescenti. E sorprende il commento di Walter Locatelli, commissario straordinario di Alisa, sul Secolo XIX di oggi: «spesso i malati ritirano le medicine e dopo qualche giorno non le usano più». Insomma, siccome secondo Locatelli (in base a quali studi statistici ed epidemiologici non è dato sapere) alcuni pazienti non seguirebbero la terapia prescritta dal reparto per la convalescenza, ne dovrebbero pagare le conseguenze tutti quelli che invece la seguono regolarmente, che si vedranno "dimezzare un diritto". Come ai tempi della scuola, quando la professoressa minacciava, per la cattiva condotta di qualcuno, di non mandare in gita l'intera classe. Ci sarebbe da ridere, se non si stesse parlando, anziché della gita a Venezia, della salute dei cittadini.