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Gli offizieu, una bella tradizione nostrana perduta

I cerini erano delizio e sospiro di tanti bambini

Gli offizieu, una bella tradizione nostrana perduta
Cronaca 30 Ottobre 2019 ore 10:20

Abbiamo importato dall’America la festa di Halloween, ma qualcuno si ricorda ancora della tradizione nostrana degli “offizieu” durante la vigilia dei Santi e dei Morti?

Gli offizieu, chiamati anche mocchetti o mucchetti

Chiamati anche “‘mocchetti” o “mucchetti” (cioè piccoli moccoli), i lumini in cera hanno avuto grandi momenti di popolarità. Una tradizione che non sa portare avanti quasi nessuno, se non attraverso il ricordo, anche perché il metodo di lavorazione tramandato è rimasto confinato alle persone anziane. Sarebbe una vera fortuna se qualcuno li sapesse ancora fare.

Illuminavano il cammino nell'aldilà e nella vita umana: lunghi cerini bianchi

Gli offizieu avevano un fascino tutto particolare: il loro significato era quello di illuminare il cammino nell’aldilà e nella vita umana. Lunghi cerini bianchi, trafilati con grande precisione e poi avvolti su forme di legno, per formare libretti, scarpette, cestini, borsine e altro ancora, che nascevano dalla mani di abili artigiani, ingentiliti da piccoli fili d’argento. Alcuni anni fa un’insegnante di Chiavari, Laura Mercati, aveva realizzato un dvd con i suoi alunni, in collaborazione con Fidapa, il 1° Circolo didattico chiavarese, la Consulta Femminile del Tigullio e l’associazione culturale O Castello, facendo conoscere un mondo che si sta... spegnendo, è il caso di dirlo.

I cerini erano delizio e sospiro di tanti bambini

Se davanti alle botteghe erano delizio e sospiro di tutti i bambini (l’«oggetto del desiderio» di allora, una sorta di Natale anticipato), spesso nelle orazioni serali a casa o in chiesa venivano affiancati alle immagini dei loro cari defunti: era un modo per ricordarli. Ma erano anche un’usanza seria, perché, come dicevano i morti, «bisogna accendere i cerini per dare luce ai morti». La tradizione degli offizieu nel Tigullio ma anche in molte parti della Liguria si è cominciata a spegnere dagli Anni 70 in poi: tra le motivazioni, il troppo lavoro che comportava il rimuovere la cera dei pavimenti, la scarsa affluenza dei bambini nelle feste dei santi e morti in Chiesa e la conseguente scarsa richiesta nella produzione. Ognuno era un pezzo unico, fabbricato nelle cererie del Tigullio: c’è ancora chi li conserva intatti in una scatola, e non li accenderà mai per preservarne per sempre il ricordo.

 

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