Cronaca

Gomme tagliate, il "ragionevole dubbio" salva ancora una volta Biondi dalla condanna

I filmati delle telecamere non mostrano direttamente l'atto vandalico, prove dunque insufficienti: per Bruno Biondi non è la prima volta

Gomme tagliate, il "ragionevole dubbio" salva ancora una volta Biondi dalla condanna
Cronaca Chiavari - Lavagna, 04 Marzo 2018 ore 09:16

Assolti due lavagnesi dall'accusa di aver tagliato le gomme a un'ape: fra questi Bruno Biondi, non nuovo a "cavarsela" per insufficienza di prove.

L'assoluzione di Biondi e Russo

Bruno Biondi e Bruno Russo assolti, nei giorni scorsi, per l'imputazione che li voleva responsabili dei danneggiamenti ad un'ape, a cui ormai quattro anni addietro erano state tagliate le gomme a Lavagna. Il principale elemento probatorio a carico dei due, spiega il Secolo XIX di quest'oggi, erano le riprese delle telecamere che li mostravano sostare ed aggirarsi nei pressi del veicolo: ma i filmati non mostravano l'atto specifico del vandalismo e, dunque, in assenza di una prova che dimostrasse senza ombra di dubbio che gli esecutori materiali dell'atto fossero loro, il giudice non ha potuto fare altro che assolverli.

Ancora il "ragionevole dubbio"

Sia Biondi che Russo, entrambi lavagnesi, sono noti alle cronache ed hanno diversi precedenti. Ma Biondi in particolare sembra essere particolarmente baciato dalla fortuna del proverbiale "ragionevole dubbio" all'americana. Il 57enne originario di Campobasso, infatti, era già stato poco tempo fa scagionato dall'accusa di avere esploso un colpo di pistola, nel 2015, contro la serranda di un bar della città, come atto intimidatorio nei confronti della titolare, che doveva testimoniare contro di lui in un altro processo ancora. Arrestato nel novembre di quell'anno, trovato in strada con la pistola addosso, le analisi del Ris avevano dimostrato che fosse proprio quella l'arma da fuoco che aveva sparato contro il locale. Ma il giudice per le indagini preliminari ha dichiarato il non luogo a procedere: ancora una volta per il "ragionevole dubbio", ossia sebbene tutti gli elementi indiziari puntino a Biondi, e sia dimostrato che a sparare sia stata proprio la sua pistola, non vi è prova diretta e certa che ad esploderlo materialmente sia stata proprio la sua mano.

Biondi si trova comunque in carcere da quell'arresto del 2015, per svariati altri reati e per un procedimento in ambito di spaccio di droga per il quale è stato rinviato a giudizio.