I "pirati" di Sea Shepherd a Rapallo

L'associazione ambientalista - che per qualcuno è da considerarsi "ecoterrorista" - è alla Festa del Mare per parlare di conservazione dell'ambiente marino

I "pirati" di Sea Shepherd a Rapallo
Rapallo - Santa Margherita, 11 Agosto 2018 ore 08:05

Alla 4 giorni della Festa del Mare, che si concluderà oggi, a Rapallo si parla di conservazione dell'ambiente marino. E fra gli ospiti, anche nomi importanti del direttivo, nazionale ed internazionale, di Sea Shepherd.

Sea Shepherd, ambientalisti o ecoterroristi?

La Sea Shepherd Conservation Society è un'organizzazione no profit fondata da Paul Watson nel 1977. Watson è un ex membro di Greenpeace, uscitone per divergenze sulla conduzione attivistica (a suo dire colpevole di troppo “lassismo”), e non a caso fra le due organizzazioni non corre buon sangue. In sostanza, per parlare come mangiamo, Sea Shepherd compie quelle azioni di boicottaggio, disturbo e sabotaggio alle operazioni - usualmente illecite - di pesca ai cetacei che un tempo compiva anche Greenpeace, e che da molti anni non compie più (benché continui ad avere bilanci milionari grazie anche e soprattutto alle donazioni raccolte per la difesa dei cetacei).
Insomma, Sea Shepherd si propone come quella romantica, piccola banda di pirati "buoni" (a seconda dei punti di vista), Davide contro Golia, Capitan Harlock solo contro tutti, mentre Greenpeace sarebbe il perfetto esempio di cosa succede quando si cresce troppo, si fanno troppi quattrini, e l'attivismo prende a orbitare attorno proprio ad essi anziché agli obiettivi concreti: insomma i pirati di un tempo fattisi lobby.
Così dichiarava Watson nel 2011 dopo uno scontro con Greenpeace in merito ad operazioni di pesca alla balena illecite in Giappone: «Ho chiesto a Greenpeace di unirsi a noi in una causa comune per opporsi alla flotta baleniera ed hanno rifiutato. Non ho idea di cosa facciano con i milioni di dollari che raccolgono per salvare le balene, ma so che quei fondi non vengono impiegati per salvarne. Per quanto riguarda la credibilità, Sea Shepherd l’anno scorso ha salvato dagli arpioni 863 balene e Greenpeace non ne ha salvata nessuna. Questa è la sola credibilità che a noi interessa».

Oltre alla difesa dei cetacei, naturalmente, Sea Shepherd è impegnata in svariate altre campagne, fra cui, per nominarne alcune, quelle in difesa delle barriere coralline, delle tartarughe marine a rischio estinzione, contro la caccia alle foche, o, ancora, in collaborazione con altre entità locali con progetti quali quelli di di sensibilizzazione ed informazione riguardo i danni ambientali nel Golfo del Messico posteriori all'incidente della piattaforma Deepwater Horizon o le campagne per la protezione e tutela dell'arcipelago delle Galapagos e della sua eccezionale biodiversità.
Fra queste attività compare in questi giorni anche Rapallo, alla cui Festa del Mare partecipano anche Alex Cornellisen, numero 2 di Sea Shepherd, e il direttivo italiano dell'organizzazione, fra cui Michele De Leo, responsabile del settore dive, che sarà stasera, alle 21.15, a Trelo per l'incontro "Acqua, terra e fuoco". Ma già nel pomeriggio di oggi, a San Michele sul lungomare Sea Shepherd sarà presente con banchetti informativi sulle proprie attività. In questi giorni si è trattato di conservazione delle tartarughe marine, in particolare le caretta caretta tipiche del Mar Ligure, e della pesca dissennata degli squali, vittima, fra l'altro, di un immaginario collettivo che, dipingendoli come "mangiauomini" certo non facilita la sensibilizzazione alla loro tutela. Eppure, per fare un proverbiale e noto esempio, muoiono molti più uomini uccisi da mucche - esatto, mucche - ogni anno, che non da squali (solo negli USA - dati del Washington Post - i bovini uccidono, in incidenti di vario tipo, 20 persone l'anno, contro il solo attacco letale annuale medio di uno squalo).

I metodi di Sea Shepherd sono da sempre oggetto di forti contese e polemiche. Usualmente le loro navi "pirata" fanno nient'altro che resistenza passiva, frapponendosi ad esempio fra le baleniere illegali e i cetacei, a cui fanno da vero e proprio scudo umano. Ma in passato gli uomini di Paul Watson hanno anche compiuto alcuni atti considerati "ecoterroristici" come l'affondamento (in porto, e senza equipaggio a bordo) di pescherecci dalle note attività illecite. In altri casi, come nelle Faroe dove Sea Shepherd lotta da anni contro la brutale pratica del Grind (la pesca di massa, con arpioni e pugnali, dei globicefali), il confronto coi pescherecci - e le autorità - locali, è spesso sfociato nelle aule di tribunale dopo azioni di boicottaggio e disturbo.