Recco

“Il Festival di Sanremo? Un sogno!”

L’esempio di Giovanni Battista Casareto: lottare sempre per ciò che si desidera, nonostante le avversità della vita

“Il Festival di Sanremo? Un sogno!”
Cronaca Golfo Paradiso, 29 Novembre 2020 ore 16:06

Ci sono persone che, per la determinazione con la quale inseguono i loro sogni, rappresentano degli esempi da seguire: fra loro c’è sicuramente Giovanni Battista Casareto.

Recco

Il Nuovo Levante ha avuto il piacere di ospitare “Gianni” (così è soprannominato dagli amici) più di una volta, quando abbiamo condiviso con i nostri lettori il racconto di alcuni momenti della sua vita: la forzata convivenza con una grave disabilità motoria, ad esempio, e poi le battaglie intraprese per tentare di raggiungere alcuni obiettivi, in primis l’abbattimento delle barriere architettoniche di Recco, città in cui risiede.

Chi lo conosce sa che Gianni ha un’anima da artista e tanta volontà che lo spinge a seguire le sue inclinazioni. Ha un diploma di ceramista e soprattutto negli ultimi mesi ha dato libero sfogo alla sua passione per la scrittura. Ed è proprio quest’ultimo suo interesse ad aver fatto nascere di recente la volontà di realizzare quello che ora è un ardente desiderio.

“Per molto tempo ho decorato la ceramica, è vero, e lo facevo nonostante le difficoltà di un corpo che non consentiva di andare oltre i confini della mia disabilità – racconta Gianni -. Tutto è nato un giorno a scuola osservando “La Primavera” di Botticelli: ne rimasi stregato. Da lì iniziai a disegnare, a tenere in mano un pennello, e con lo scorrere del tempo riuscivo sempre più a connettere la mano con il pensiero realizzando opere pregevoli. Oggi la mia passione principale è scrivere. Scrivo testi in prosa e poesie, di notevole impatto emotivo. Scrivere è diventato lo strumento migliore per esprimere me stesso, uno sfogo che mi aiuta a non lasciarmi vincere dalle mie frustrazioni e dalle mie paure. La scorsa primavera, durante il periodo di lockdown, ho scritto diversi testi e vorrei che qualcuno – musicisti, cantanti, professionisti del panorama musicale italiano – li usasse come base per realizzare vere e proprie canzoni. Anzi, dirò di più, abbandono ogni remora e svelo il mio vero sogno, non so quanto intriso di follia: far risuonare sul palco del Teatro Ariston di Sanremo alla prossima edizione del “Festival della Canzone Italiana” le note di un brano musicale nato dalle parole di un testo, che ho intitolato “Quella generazione che è volata via”. È un testo dedicato a quella generazione duramente, per non dire tragicamente, colpita soprattutto dalla prima ondata della pandemia di Covid-19: in un certo qual modo parla anche dei miei genitori, in generale di quelle persone che hanno avuto a che fare in prima persona con il periodo della Ricostruzione dell’Italia. Un brano protagonista della gara vera e propria sarebbe la mia più grande soddisfazione ma non conterebbe tanto la forma della partecipazione quanto la sostanza della presenza, anche come brano eseguito da un ospite, per rendere, da quel palco così speciale, un omaggio alle tante persone che ci hanno lasciato senza nemmeno poter ricevere un saluto, una stretta di mano, un gesto di affetto. Questo è il mio desiderio: esaudirlo rappresenterebbe anche una sorta di risarcimento per tutto quello che non ho avuto da questa vita così maledettamente complicata. Cerco qualcuno che possa supportarmi in questa avventura: grazie a chi mi aiuterà a credere che i sogni si possono realizzare davvero”.

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