Emergenza sanitaria

Il viceministro della salute “possibile obbligatorietà del vaccino senza un’adesione di massa”

Ma prima di tutto, ora è massima attenzione in previsione di una probabile "terza ondata", un rimbalzo della crescita dei positivi, dovuti alla maggior circolazione durante le feste

Il viceministro della salute “possibile obbligatorietà del vaccino senza un’adesione di massa”
Cronaca 29 Dicembre 2020 ore 09:31

“Un momento storico” lo definisce il viceministro della salute Pierpaolo Sileri a proposito della campagna vaccinale iniziata nei giorni scorsi in tutta Italia. Entro la primavera bisogna somministrare 13 milioni di dosi ma la prudenza è d’obbligo “perché abbiamo ancora diversi mesi di convivenza con il virus – dichiara il viceministro in un lunga intervista al quotidiano La Stampa – non illudiamoci di uscirne in poche settimane. Per sconfiggere il Covid ci sarà bisogno di un’adesione massiccia al vaccino”.

“Attenzione alla terza ondata”

Durante l’intervista il viceministro sottolinea che al momento non ci sarà nessuna obbligatorietà di vaccinarsi per il personale sanitario, ma “se nei prossimi mesi, con più dosi e più vaccini” si faticasse a raggiungere le coperture popolari pianificate e necessarie a creare una sufficiente immunità di gregge, “allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste c’è l’obbligatorietà. Ma non è un problema attuale. E sono fiducioso che un’ampia campagna di educazione sul vaccino migliorerà in modo significativo i risultati”.

Per quanto riguarda la terza ondata, però, il viceministro non è ottimista affermando che non siamo ancora al sicuro. “Il vaccino – sottolinea – che ha un’efficacia accertata a un mese dalla prima dose, nulla potrà sulla probabilissima recrudescenza che vedremo nei prossimi giorni, dovuti alla maggiore circolazione durante le feste, pur con tutti i limiti adottati”. Una previsione che trova d’accordo tutti gli esperti: azzardato chiamarla “terza ondata”, forse, quando la seconda non si è affatto mai conclusa ed era anzi solo da poco entrata in contrazione, ma il risultato non cambia. Fondamentali saranno le prossime ore per capire le reali tendenze epidemiologiche, dopo tre giorni di bollettini con numeri ridotti dovuti al netto calo dei test durante i giorni di festa.

Sileri però non esclude una possibile riapertura di attività come palestre, teatri e cinema perché “la curva epidemiologica è sotto controllo da settimane e non vedo perché non si debba iniziare a parlare di una graduale riapertura di queste attività compreso l’allungamento progressivo degli orari di bar e ristoranti e dei centri commerciali la domenica”.

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