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“In questa incertezza ci reinventiamo giorno dopo giorno”

Sanguineti, presidente nazionale “Asso Arti Sacre Made in Italy”, fa il punto sul settore che ha subito una battuta d’arresto per l’emergenza

“In questa incertezza ci reinventiamo giorno dopo giorno”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 06 Giugno 2020 ore 16:06

“Il covid-19 ha dato un brutto scossone anche alle aziende che lavorano per le chiese”.

A dirlo il leivese Alberto Sanguineti, presidente nazionale dell’associazione “Asso Arti Sacre Made in Italy” che al suo interno racchiude una ventina tra le più importanti aziende che lavorano nel comparto del sacro e che offrono servizi per la funzione religiosa a 360 gradi: dagli impianti elettrici, agli arredi, fino ai paramenti sacri.

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“Lo stop alle funzioni religiose ha determinato meno lavoro per tutte quelle realtà economiche che si occupano di fornire i servizi per le chiese, specialmente per gli articoli religiosi – spiega il presidente dell’associazione, l’unica del settore sacro   totalmente made in Italy– a questo si aggiunge anche uno blocco delle richieste di esportazione di prodotti realizzati in Italia che vanno per la maggiore nel mercato internazionale, specialmente in India, Cina, America Latina e Indonesia”.

Viaggi a scopo religioso bloccati, incertezza per le festività che normalmente riempono il calendario estivo gettano ombre sul futuro di questo comprato economico:

“Dopo anni di produzione costante  come artigiani ci ritroviamo in questa incertezza a reinventarci imprenditori giorno dopo giorno, come sta capitando anche ad altri settori economici”.

Si guarda comunque al futuro con la prossima fiera:

“La più importante per il settore del sacro è la Koinè che si tiene a Vicenza, doveva svolgersi ad aprile ed è stata rinviata ad ottobre e la nostra associazione è partner – aggiunge Sanguineti – si stanno attrezzando per renderla fruibile applicando le giuste normative di sicurezza, valutando eventuali migliorie. Per il momento restano ancora delle questioni da affrontare in particolare per quanto riguarda i buyer esteri. Se ad aprile non fosse saltata c’erano già 140 iscritti, di cui un quinto arrivavano da fuori Italia e per i soci dell’associazione era stata predisposta un’area dedicata”.

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