Incidente mortale in mare a Lavagna: le persone che stavano lavorando sulla barca erano in un numero sufficiente per prevenire i pericoli?

La Procura indaga sulle condizioni di sicurezza sulla barca dove ha perso la vita Vincenzo Anselmi: e spunta un ex dipendente di Aqua che accusa la società

Incidente mortale in mare a Lavagna: le persone che stavano lavorando sulla barca erano in un numero sufficiente per prevenire i pericoli?
Chiavari - Lavagna, 14 Gennaio 2018 ore 09:53

Incidente Aqua: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova vuole accertare se le persone che stavano lavorando sulla barca fossero in un numero sufficiente per prevenire i pericoli.

Indagini in corso

Il procuratore aggiunto Francesco Pinto e l’ingegnere navale Francesco Dagnino, assieme alla capitaneria di porto di Santa Margherita e Lavagna, hanno effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo sulla barca della società di acquacoltura Aqua di Lavagna dove è morto lo scorso 16 dicembre in un incidente sul lavoro il comandante Vincenzo Anselmi (nella foto), 54 anni, di San Maurizio di Monti, nel Comune di Rapallo, stritolato dal cavo della gru che era in azione su quello scafo. L’indagine per omicidio colposo sulla scomparsa di Anselmi e il ferimento dell’altro marinaio che era a bordo, Paolo Cò, dunque, vuole fare chiarezza sulle misure di sicurezza adottate dalla ditta e sui numeri dell’equipaggio.

L’inchiesta, che al momento vede indagato il titolare di Aqua, Roberto Cò, difeso dall’avvocato Simone Vernazza, si arricchisce di un nuovo capitolo. A breve verrà ascoltato a Genova dagli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Daniela Pischetola, un ex dipendente della ditta lavagnese. Si chiama Stefano Polizzi, è un sommozzatore che aveva lavorato per Aqua effettuando riparazioni alle vasche dei pesci. Il 19 febbraio del 2015 anche il sub era rimasto vittima di un incidente sul lavoro. L’uomo era rimasto ferito gravemente a una mano e aveva presentato una denuncia assistito dall’avvocato Pietro Bogliolo contro Aqua, accusando l’azienda di Cò di averlo fatto lavorare in condizioni di poca sicurezza. L’inchiesta è ancora aperta. Polizzi attualmente vive in Spagna, paese d’origine della moglie dove ha trovato un lavoto. Polizzi, infatti, dopo l’infortunio alla mano non ha più potuto rinnovare il brevetto di sommozzatore.

Aqua da diversi anni è un fiore all’occhiello del tessuto economico di Lavagna. È stata la prima società del nord Italia a svolgere integralmente il proprio ciclo di produzione in mare aperto. L’attività è iniziata nel 2000, ed i primi prodotti sono stati disponibili sul mercato a partire dal 2002.

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