Uscio

La casa delle stelle tra passato e presente

Quando la storia era protagonista sul crinale dei monti sovrastanti il paese

La casa delle stelle tra passato e presente
Golfo Paradiso, 13 Novembre 2020 ore 12:14

La pulizia dei sentieri da parte dei volontari di Uscio out door si spinge oltre, non  si limita a rendere agibili tracciati che da decenni erano preda di rovi e arbusti, ma finisce con incrociarsi con la storia del paese e dei principali eventi avvenuti nella prima metà del secolo scorso.

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Ecco rispuntare come per incanto in una delle tanto casette “delle stelle” sparse sui monti. Le stelle non sono in cielo ma sui muri di un antico cascinale che durante la seconda Guerra Mondiale era un rifugio per i partigiani. Quattro le casette con le stelle, la più famosa, dove tutt’ora è presente il ristorante del Chiapparino.  Le casette, in sostanza stalle per le mucche, furono fatte costruire da Giuseppe Emanuele  Garaventa detto “Nello” del quale la famiglia, proveniente da Calcinara, già nel 1850 avevano investito I risparmi in Argentina; dove lo stesso “Nello” vi fu portato nel 1858. In quel periodo la sua famiglia possedeva nella Pampas una “chinta” con 3mila capi di bestiame. Tornato a Uscio “Nello” era un benestante proprietario di terreni e appartamenti a Genova. La casetta nella foto divenne nascondiglio per i partigiani. Il motivo è presto detto, posizionata strategicamente dove i boschi di castagno lasciano il posto ai prati permetteva di dominare il paese e la strada che da Recco porta a Uscio. Allora i boschi, grazie alla produzione delle castagne che garantivano sostentamento alla popolazione, erano più puliti delle abitazioni, potevano essere percorsi persino scalzi. Una delle figlie di “Nello”, Natalina, aveva il compito di garantire il vitto ai rifugiati nella casetta. Non si limitava a questo, svolgeva il ruolo di staffetta e contribuì nel fare disertare diversi alpini della divisione “Monterosa”. Catturata dai nazifascisti nell’autunno del 1944, duramente percossa tornò a casa, dove morì pochi mesi dopo. Le stelle ai giovani che oggi percorrono il sentiero potranno sembrare un vezzo, ma fanno parte della storia di Uscio. Che “Nello” e Natalina fossero rispettivamente il mio bisnonno e la nonna paterna poco importa, ma sprona chi scrive a ricordare i tempi andati.

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