«La riqualificazione della Necropoli? Che non sia parziale»

Intervento su necropoli ed ex tribunale di piazza Mazzini dell'esperto di storia locale ed ex consigliere comunale Giorgio Getto Viarengo

«La riqualificazione della Necropoli? Che non sia parziale»
Chiavari - Lavagna, 29 Agosto 2018 ore 19:00

Riqualificazione del Palazzo della Cittadella di piazza Mazzini. Dopo la conferma della scorsa settimana del vicesindaco ed assessore alla cultura Silvia Stanig di voler convertire l’ex tribunale chiavarese in area museale, interviene l’ex consigliere comunale e candidato sindaco nel 2012, Giorgio “Getto” Viarengo.

Per Viarengo sì alla valorizzazione della Necropoli ma che non sia parziale

Viarengo, per lo storico edificio, propose di realizzare il Palazzo Ducale del Tigullio. L’amministrazione guidata dal sindaco Marco Di Capua, secondo le indiscrezioni, ha intenzione di ospitare all’interno dell’ex tribunale, dopo il restauro delle casse processionali del Maragliano, parte della Necropoli di Chiavari, da decenni in attesa di risistemazione. «La riqualificazione e la nuova valorizzazione della Necropoli è una buona cosa, ma che non avvenga in maniera parziale – dice Viarengo -. In questo modo si “dividerebbe” il palazzo della Cittadella di piazza Mazzini. La Necropoli andrebbe rimontata integralmente, magari nella sua area originale dove è stata scoperta quella tra salita Levaggi e la sede degli Artigianelli».

Ex tribunale destinato esclusivamente alla cultura, Necropoli nella sede Artigianelli

L’area originale sarebbe la soluzione perfetta secondo Viarengo perchè sarebbe al momento uno spazio libero, dove sarebbe possibile rimontare integralmente il ritrovamento archeologico. «Ritengo che l’ex tribunale debba diventare un palazzo interamente dedicato alla cultura, e quindi ad ospitare un’area museale che richiami nuove economie culturali in città – aggiunge -. Dedicarlo alla Necropoli sarebbe un grave errore, poichè nel palazzo non ci sarebbero gli spazi necessari. Se si realizzasse sarebbe un grave errore a cui non ci sarebbe più rimedio. L’amministrazione incontri chi può offrire un contributo su questo progetto, riflettendo sul destino culturale del Palazzo della Cittadella».