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Lavagna

“La vita trova sempre la sua strada, alla fine”

Il lavagnese Alessandro Venuto in piena pandemia ha pubblicato il suo primo romanzo, “In direzione opposta”, dove protagonisti sono due giovani

“La vita trova sempre la sua strada, alla fine”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 07 Giugno 2020 ore 16:12

“Ho fatto esperienza come educatore di strada nella famosa piazza di spaccio di Rogoredo, così nota a livello mediatico dopo numerose inchieste giornalistiche. “In direzione opposta” nasce da queste esperienze ma è un romanzo che parla di come, per dirla come Tiziano Terzani, spesso solo dopo essersi persi è possibile trovare la propria via e questa passa necessariamente attraverso dosi quotidiane di bellezza, passione, amore e speranza”.

Alessandro Venuto è nato e cresciuto a Lavagna. Da anni, però, vive a Milano dove si è sposato e dove sono nati i suoi due figli.

Il primo romanzo

In piena pandemia  ha pubblicato il suo primo romanzo, edito da Edizioni Montag, che è acquistabile online sui siti delle migliori librerie italiane. “In direzione opposta” è un libro di lotta e speranza nel quale i protagonisti sono due giovani.

“Stefano è un ragazzo del Tigullio che, trasferitosi a Milano, entra nel mondo della boxe clandestina  diventando un campione col nome di Stephen Irish Rex – anticipa Venuto – mentre Sharon è un’ex modella cinese dal passato difficile che, a causa della droga, ha perso il gusto per la vita. Il loro incontro e quello con la droga metterà ko entrambi ma, procedendo in direzione opposta, troveranno insieme la forza di riprendere in mano la loro vita entrando in una comunità per la cura delle dipendenze e di chiudere i conti col passato. “In direzione opposta” è un inno alla vita che, in qualche modo, trova sempre la sua strada, per quanto difficile possa essere – prosegue Venuto – è un libro sulla lotta quotidiana per ricercare la felicità, felicità che è sempre un processo e mai un esito, e sul riempire il quotidiano di sprazzi occasionali di bellezza. E sulla curiosità che serve per poterlo fare. Credo che siano i nostri affetti, le passioni, gli interessi e la bellezza che ci circonda e della quale ci circondiamo a riempire di significato l’esperienza che chiamiamo vita. Temi come passione, cura e speranza siano attuali come non mai in questo periodo – conclude il lavagnese – voglio dedicare questo libro a tutti noi e al periodo difficile che stiamo attraversando”.

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