Sembrava una di quelle storie destinate a concludersi con un appello sui social e poche speranze di ritrovare ciò che il mare aveva portato via. E invece, a distanza di appena un giorno dalla richiesta di aiuto, è arrivato un epilogo che ha dell’incredibile.
Il ritrovamento dell’anello
La storia è quella della fede del marito di Silvia Rovegno, smarrita nel pomeriggio di venerdì 7 agosto sulla battigia dei Bagni Astoria di Cavi di Lavagna.
Sabato la donna aveva affidato ai social un appello nella speranza che qualcuno potesse ritrovare l’anello, caratterizzato anche da una particolare incisione interna che avrebbe potuto permetterne il riconoscimento.
Le speranze, però, erano poche. L’anello era finito in acqua e nel frattempo il mare aveva continuato a muoversi, anche con una certa intensità. Trovarlo dopo diversi giorni sembrava quasi impossibile.
Poi, nella giornata di ieri, domenica 9 agosto, l’inatteso colpo di scena. A raccontarlo è stata la stessa Silvia attraverso i suoi canali social.
Una normale giornata al mare per la famiglia, con l’anello ormai considerato quasi definitivamente perduto. Poi il piccolo Massimo si è tuffato e, quasi come una promessa detta con la spensieratezza dei bambini, avrebbe detto alla mamma: “Mamma, mi immergo io e cerco l’anello di papà”.
E questa volta le parole sono diventate realtà.
Massimo si è immerso proprio nella zona in cui il padre aveva perso l’anello tre giorni prima. Ha cercato e, nonostante il mare avesse avuto tutto il tempo per spostare l’oggetto, alla fine lo ha trovato: la fede era finita sotto un sasso, nascosta sul fondale.
Un ritrovamento sorprendente, soprattutto considerando che nel frattempo erano trascorsi tre giorni e che le condizioni del mare avevano reso ancora più difficile immaginare di poter recuperare l’anello.
Dall’appello lanciato sabato alla ricerca quasi impossibile, fino al lieto fine arrivato la domenica: una piccola storia estiva che, grazie alla determinazione di Massimo, si è trasformata in un vero e proprio colpo di fortuna. O forse, semplicemente, nella dimostrazione che qualche volta vale davvero la pena tentare.