Cronaca
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L'annuncio di Conte: "Tutta Italia zona protetta, misure estese all'intero Paese". Scuole chiuse fino al 3 aprile

La conferma del Presidente del consiglio che estende la zona arancione a tutto il paese. Garantiti gli spostamenti per motivi di lavoro e il trasporto pubblico

L'annuncio di Conte: "Tutta Italia zona protetta, misure estese all'intero Paese". Scuole chiuse fino al 3 aprile
Cronaca 09 Marzo 2020 ore 22:03

"La misura oggi è di restare a casa - ha detto stasera il premier Giuseppe Conte - Da oggi varranno su tutto il territorio della Penisola le misure che abbiamo predisposto per la Lombardia e le province. Non c'è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive e il campionato di calcio. Non consentiremo neppure l'utilizzo delle palestre per le attività sportive".

Vietati assembramenti, Conte ha fatto l'esempio della movida dei giovani sottolineando che devono essere  limitate occasioni di contagio. "Automaticamente portiamo la sospensione delle attività didattiche nelle università e di tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile in Italia e isole comprese".

Le misure verranno firmate stasera ed entreranno in vigore domattina. D'accordo con le Regioni, informato il presidente della Repubblica. "Non è all'ordine del giorno la limitazione del trasporto pubblico. Garantiamo alle persone la possibilità di andare a lavorare".

Il discorso del Premier ai giornalisti

Sono le 21:36 quando il premier Giuseppe Conte prende la parola per annunciare i dettagli del nuovo DPCM. Un provvedimento drastico, giunto al termine di una giornata che ha fatto registrare 1.598 nuovi casi, facendo salire il conteggio complessivo dei contagi in Italia a quota 7.985.

“Vi comunico che abbiamo adottato una nuova decisione come governo, siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare le nostre abitudini. Io stesso lo sto sperimentando e ho quindi una massima comprensione per tutti gli italiani: capisco le famiglie, i giovani. Sono abitudini che con il tempo, alla luce delle raccomandazioni, potranno essere adattate alle nuove esigenze.

Tempo non ce n’è: stiamo avendo un numero elevato di contagi e di persone ricoverate e anche purtroppo di quelle decedute. Ai loro cari va tutta la nostra vicinanza. Le nostre abitudini quindi vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia: parlo dei nostri cari, dei nostri genitori e dei nostri nonni. Dobbiamo farlo subito e ci riusciremo solo se tutti ci adatteremo a queste norme più stringenti.

Per questo abbiamo deciso misure ancora più forti e stringenti per riuscire a contenere l’avanzata del Coronavirus e tutelare la salute dei nostri cittadini, il nostro obiettivo primario. Se la salute dei cittadini è un bene che è messo a repentaglio, noi siamo costretti a scegliere e a fare dei sacrifici.

#Iorestoacasa

Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione “Io resto a casa”. Non ci saranno più zone rosse, solo l’Italia tutta zona protetta. Saranno da evitare gli spostamenti ovunque a meno che non siano motivate da ragioni comprovate di lavoro, casi di necessità o motivi di salute. Aggiungiamo anche un divieto degli assembramenti all’aperto, in locali aperti in pubblico.

Sono consapevole della gravità di queste misure ma sono costretto a intervenire in modo deciso per proteggere tutti noi e le persone più fragili. La caratteristica del nostro sistema di civiltà è garantire l’accesso a tutti delle risorse sanitarie. Abbiamo tutti una grande responsabilità. Penso a tutto il personale sanitario che sta lavorando senza sosta in questi giorni. Oggi nel prendere queste misure dobbiamo pensare anche a loro, che rischiano con generosità la loro salute per quella del prossimo. Il nostro futuro è nelle nostre mani. E queste mani devono essere oggi più che mai responsabili.

Automaticamente portiamo la sospensione delle attività didattica fino al 3 aprile”.

 

Spostamenti consentiti solo per comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute. Vietato ogni assembramento e, così come previsto da ieri in Lombardia e nelle 14 province focolaio dell'epidemia di Coronavirus già sottoposte a restrizioni, i bar e ristoranti di tutto il Paese dovranno chiudere i battenti a partire dalle ore 18 e fino alle 6 del mattino.

"Il futuro nostro e dell'italia è nelle nostre mani - ha esortato il premier - Ognuno deve fare la propria parte".

Si ferma anche tutto lo sport

Il nuovo DPCM metterà fine anche alle polemiche sulla prosecuzione dei campionati di calcio: "Non c'è ragione alcuna perché proseguano le manifestazioni sportive. Penso ad esempio al campionato di calcio: anche i tifosi devono prenderne atto". Non solo, si ferma anche tutto lo sport di base: "Non saranno utilizzabili neanche le palestre per lo svolgimento di attività sportive".