Cronaca
Il racconto

Le attività che tengono in vita Castiglione

Anche grazie alla loro disponibilità nel consegnare i generi, sinora nessun contagio in paese

Le attività che tengono in vita Castiglione
Cronaca Sestri - Val Petronio, 29 Marzo 2020 ore 11:49

Castiglione Chiavarese: un paese che va avanti, tra mille difficoltà. A tenere in vita il borgo e le sue numerose frazioni sono un pugno di commercianti: tre negozi di alimentari, una macelleria, un panificio e una farmacia aperti, tra mille difficoltà.

Il racconto

E se oggi Castiglione può vantare l’assenza di contagi da coronavirus è in gran parte merito loro, che forniscono l’indispensabile senza costringere i paesani a spostarsi in altri Comuni per fare acquisti di prima necessità.

"Siamo un micromondo, ci spostiamo poco e fortunatamente il virus non ci ha ancora colpito: andiamo avanti, stringendo i denti – spiega Paola Gianelli dell’Antico Forno Gianelli – . Nel nostro caso il disagio maggiore è costitutito dal fatto che non riusciamo a reperire mascherine: non siamo un punto vendita al pubblico, ma effettuiamo quotidianamente consegne sul territorio e dobbiamo cercare di rispettare le distanze di sicurezza all’interno del nostro laboratorio".

Più complessa la situazione in farmacia, dove la dottoressa Annalisa Baldanzi da alcune settimane svolge il proprio servizio effettuando orari estenuanti.

"Stiamo cercando di mantenere il normale servizio per soddisfare esigenze, anche piccole, che però possono essere percepite come importanti dall’utenza – precisa – . I lunghi turni, fino a 15 ore di fila, sono per assicurare la normale presenza di farmaci essenziali proporzionata al numero degli abitanti, e le precauzioni possono sembrare eccessive, ma sono realtà incentrate sul contenimento della pandemia".

Anche in questo caso il problema principale è il reperimento dei dispositivi di protezione individuale.

"Ci hanno ordinato di spedire tutte le mascherine in nostro possesso e in arrivo al San Martino: non possiamo piangere perché non abbiamo le protezioni quando non le hanno nemmeno in ospedale – aggiunge Baldanzi – . Riceviamo centinaia di telefonate, anche di persone gravemente malate, e dobbiamo amaramente dire di no".

Eroi finora invisibili, silenziosi, che non possono autoproteggersi in modo adeguato.

"Ci sentiamo abbandonati, ma supereremo anche questo momento difficile con la stessa tenacia che ci fa tenere vivo e attivo il nostro amato paese".