San Colombano

Lettera alla Ferrera: “Ecco cosa serve”

Lo storico Lagomarsino augura che il Gal assuma il ruolo della Comunità Montana Fontanabuona

Lettera alla Ferrera: “Ecco cosa serve”
Valli ed entroterra, 08 Ottobre 2020 ore 11:03

Renato Lagomarsino nel secolo scorso è stato tra i fondatori di Expo Fontanabuona alla quale in tutti questi anni ha continuato a dare il suo fattivo apporto, soprattutto attraverso le tante manifestazioni allestite nel Lascito Cuneo.

La lettera

Ora prende carta e penna e scrive ad Alessandra Ferrara. A fronte della lunga esperienza maturata, è sicuramente la persona adatta per portare un contributo di idee alla Ferrara, presidente del Gal Genovese, che organizzando l’edizione virtuale ha consentito di non interrompere la continuità.

“Questo è già un buon risultato perché qualora si fosse “saltato” un anno sarebbe poi stato difficile ripartire”.

Un aspetto del tutto positivo sono stati gli eventi collaterali e “concreti”.  C’è stata una buona adesione da parte di numerose associazioni presenti sul territorio, con iniziative che hanno richiamato molta gente e avuto successo.

“Considero importante il riconoscimento, da parte delle associazioni, della funzione del Gal, che in questo caso si è assunto il compito di coordinatore, sostenitore e promotore delle iniziative – scrive Lagomarsino – e ciò ha messo in luce quanto da tempo, e non soltanto io, vado sostenendo: ossia che con la deprecata abolizione della Comunità Montana la Fontanabuona ha perso l’unico punto di riferimento che aveva; e che di questa perdita tutti ne stiamo subendo, ormai da anni,  le conseguenze”.

Lo stesso presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in occasione dell’inaugurazione aveva sottolineato quest’aspetto dicendosi pronto ad intervenire. Lagomarsino si spinge oltre:

“Da questa sentita necessità discende la proposta che mi permetto di avanzare: deve essere il Gal ad assumersi certe funzioni che un tempo svolgeva la Comunità Montana, specialmente quelle relative alla promozione del territorio, nei settori dell’artigianato, della (povera) agricoltura, della cultura, del turismo, intendendosi per turismo la conoscenza di tutte le realtà che possono portare gente e movimento in vallata”.

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