L’ombra del terrorismo all’Università di Genova

Iscritti ma non frequentavano: il sospetto è che avessero legami con gli jihadisti e tutto fosse un paravento per giustificare la loro permanenza su suolo italiano

L’ombra del terrorismo all’Università di Genova
19 Novembre 2017 ore 09:19

Negato il rinnovo del permesso di soggiorno a dieci nordafricani iscritti – ma non frequentanti – all’ateneo genovese: il sospetto è che fossero legati a cellule jihadiste.

Permesso di soggiorno negato: possibili legami con fondamentalisti torinesi

Il provvedimento, deciso in seguito a controlli da parte della sezione antiterrorismo della Digos e della questura genovese, è di natura preventiva, ma i sospetti sono inquietanti. Tutto deriva da un’indagine della Procura torinese, riferisce il Secolo XIX di stamane: in seguito all’arresto nel capoluogo piemontese di cinque simpatizzanti dell’Isis sono emerse intercettazioni di uno di questi, il tunisino Naafa Afli. Nelle conversazioni in esame, Afli raccontava come si fosse iscritto all’ateneo di Torino come paravento e di come, all’intensificarsi dei controlli sugli studenti nella sua situazione (iscritti ma non frequentanti) diversi suoi connazionali si fossero trasferiti all’omologo ateneo genovese proprio per evitarli.

Se queste persone a cui si riferiva Afli siano le stesse a cui a Genova è stato negato il rinnovo del permesso, per l’appunto una decina di nordafricani prevalentemente di nazionalità tunisina, è impossibile saperlo, poiché Afli non ha mai fatto nomi. Ma il sospetto è plausibile: anch’essi erano iscritti senza praticamente aver mai frequentato le lezioni od aver sostenuto esami. A loro carico non vi sono indizi diretti di contatti con cellule fondamentaliste, né prove di posizioni estremiste: per questo ogni altra misura di polizia sarebbe oggettivamente impensabile. Ma il mancato rinnovo del permesso – che del resto era legato alla sedicente attività di studio mai davvero svolta – è misura congrua e lo sarebbe, a termini di legge, anche si trattasse di semplici “fannulloni”.

I controlli all’Università di Genova proseguiranno e si intensificheranno ulteriormente, promette il Rettore Paolo Comanducci.

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