Emergenza sanitaria

L’ondata di contagi e ricoveri spazza via l’ottimismo di Bassetti: «Il coprifuoco potrebbe essere una soluzione»

Il virus non è più "debole", o "un'ondina" né "destinato a finire". Anzi, ora anche per Bassetti è «il momento in cui essere più duri, senza perdere altro tempo». Oltre a quello che, dunque, si è già perso

L’ondata di contagi e ricoveri spazza via l’ottimismo di Bassetti: «Il coprifuoco potrebbe essere una soluzione»
Chiavari - Lavagna, 16 Ottobre 2020 ore 15:39

Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al Policlinico San Martino di Genova, è in questi mesi stato uno dei medici più discussi per le sue affermazioni “ottimistiche” sulla pandemia di Coronavirus. Va detto che certe sue affermazioni sono state più di una volta decontestualizzate e rese più perentoriamente “negazioniste” di quanto non fossero in realtà: Bassetti ha infatti sempre sostenuto l’opportunità dell’uso di precauzioni come le mascherine o ancora dell’importanza delle campagne vaccinali antinfluenzali, inimicandosi proprio quelle stesse frange di negazionismo e complottismo estremo che lo vedevano come una sponda, ma lo vedevano come tale proprio in quanto si è a sua volta lasciato andare in più di un’occasione ad affermazioni “rassicuranti” che sminuivano la portata del virus e addirittura lo prevedevano come un fenomeno ormai non più pericoloso. Ebbene, l’evidenza della seconda ondata ormai arrivata a soffiare sull’Italia e l’Europa intera pare aver spazzato via buona parte di questo ottimismo, in quanto ora Bassetti ipotizza addirittura il coprifuoco in alcune città come Genova per cercare di invertire la tendenza dei contagi – e, con essi, il nuovo picco di ricoveri e morti.

L’ondata di contagi spazza via l’ottimismo di Bassetti: «Il coprifuoco potrebbe essere una soluzione»

All’agenzia Adnkronos, infatti, Bassetti dichiara oggi che «L’ipotesi del coprifuoco dopo le 22 potrebbe essere una soluzione alternativa al lockdown, da applicare ad alcune specifiche situazioni, come Milano, Genova e Roma». Coprifuoco notturni perché in quelle ore «è più difficile il controllo del territorio e c’è anche più leggerezza nei comportamenti da rispettare». Affermazione ragionevole, anche se potrebbe far sorridere amaramente, se ci si ricorda di quando il medico del San Martino, di fronte alla decisione del Governo di imporre l’uso delle mascherine anche all’aperto dalle 18 alle 06, commentò sarcasticamente così: «Sappiate che in Italia il virus lavora e contagia solo di sera e di notte. Di giorno invece si riposa. Sarà mica un virus fornaio? Rido per non piangere». Ora sembra non trovarci più tanto da ridere.

Ma questo cambio di rotta è perché secondo Bassetti ora «va fatto qualcosa, la situazione epidemiologica è rapidamente peggiorata e non ci aspettavamo di vedere numeri così importanti così presto». Eppure tanti altri scienziati se li aspettavano eccome già nel bel mezzo del periodo di calma estivo post lockdown, basandosi sulla semplice evidenza dei modelli matematici, peccato anche Bassetti stesso li tacciasse all’epoca di “catastrofismo”. Ironia della sorte, ci sarà ancora più di un suo collega che, in queste ore, taccerà di “catastrofismo” proprio le sue parole: «Chi lavora in corsia e ha visto l’incremento dei ricoveri degli ultimi giorni, sa che bisogna tutti impegnarci per invertire la curva dei contagi e dei ricoveri, che ha preso una brutta piega – scrive infatti il medico del San Martino sul suo profilo Facebook -. Occorre intervenire subito mettendo in pratica i vari piani pandemici per l’incremento dei posti letto e stringendo ulteriormente sulle misure di prevenzione. Se necessario in alcune aree bisogna anche pensare a interventi radicali». Ieri i ricoveri per Covid al San Martino erano saliti a 93, di cui 8 in Terapia Intensiva. Oggi sono schizzati ulteriormente a 117, di cui 14 in Intensiva.

Insomma, ora anche per Bassetti «è il momento in cui essere più duri: c’è un incremento significativo dei contagi e delle ospedalizzazioni che possono creare un problema di tenuta del Sistema Sanitario. Siamo lontani dai numeri di marzo e aprile, ma dobbiamo fare qualcosa. I cittadini e le istituzioni devono allearsi, non perdiamo altro tempo».

Già, sicuramente non è il caso di perdere altro tempo, su questo, di fronte all’ondata di nuovi contagi, che vede la Liguria fra le regioni più colpite in Italia e in Europa, il consenso è sempre più massiccio. Peccato solo che di tempo se ne sia perso sin qui. Dando del catastrofista a chi, banalmente, era facile profeta dati alla mano.

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