Rapallo

L’operaio caduto da una finestra tornava da una festa clandestina

Si era calato con l'intenzione di aprire la camera al collega rimasto senza chiavi: poi il volo di sette metri. Il collega inizialmente aveva mentito sulla dinamica: forse per timore dei provvedimenti per quella serata in violazione delle norme anticontagio

L’operaio caduto da una finestra tornava da una festa clandestina
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 05 Dicembre 2020 ore 08:55

L’operaio precipitato ieri mattina da una finestra dell’Hotel Cavour di Rapallo era appena tornato da una festa clandestina a Genova: questa la ricostruzione degli avvenimenti fatta dalle forze dell’ordine.

L’operaio caduto da una finestra tornava da una festa clandestina

I Carabinieri lo hanno scoperto analizzando le immagini delle telecamere: Davide Ludini, l’operaio 29enne caduto ieri all’alba da una finestra al terzo piano dell’hotel rapallese, è precipitato nel tentativo di calarsi da quella della propria stanza a quella sottostante, della camera del collega con cui era appena rientrato da una festa con amici a Genova. Si sovverte dunque  la prima dichiarazione proprio di quel collega, che allertando i soccorsi aveva affermato di non aver trovato il collega al risveglio e di averlo quindi scoperto, affacciandosi, già riverso a terra. In realtà i due avevano passato una serata fra amici in un appartamento a Genova: una “festa clandestina” date le disposizioni Covid. E, forse, proprio per timore delle ripercussioni legali che ciò avrebbe avuto fosse emerso, ha raccontato il falso. Rientrati all’alba a Rapallo, il collega si è accorto di avere dimenticato le chiavi della camera. Ecco perché Ludini avrebbe deciso di improvvisare una imbragatura di fortuna per calarsi dalla finestra nella stanza del collega, potendogli così aprire la porta. Ma qualcosa è andato storto, l’imbragatura non ha tenuto ed il 29enne è precipitato per sette metri.

Al momento Ludini è ricoverato in gravi condizioni, ma cosciente, al San Martino di Genova. Non dovrebbe più essere in pericolo di vita. Sarà lui a poter definitivamente confermare l’accaduto una volta in condizioni di poter parlare con gli inquirenti. Per il collega che aveva inizialmente dichiarato il falso, ad ogni modo, si preannunciano guai peggiori di quelli relativi alla sola festa vietata dalle norme anticovid.

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