Lumarzo, don Motti alla ricerca dei fedeli perduti

«Sono passati 20 anni e siamo rimasti in una decina, riconosco quelli che sono sintomi di disaffezione»

Lumarzo, don Motti alla ricerca dei fedeli perduti
Cronaca Valli ed entroterra, 02 Giugno 2019 ore 14:26

Non ci sono più i fedeli di una volta. A lanciare il grido dall’allarme, don Piergiorgio Motti (nella foto). Un sacerdote attento ai problemi della gente che vanta molteplici esperienza di lavoro, insomma una persona con i piedi ben piantati per terra, in grado di annusare gli umori dei parrocchiani e volerne cercare i rimedi.

L’attenta riflessione dello storico sacerdote fontanino sulla diminuzione dei fedeli in chiesa

La Fontanabuona vanta una consolidata tradizione cattolica, basta guardare le imponenti chiese e santuari presenti in vallata chiamate a contenere centinaio di persone. La messa della domenica era una consolidata e irrinunciabile tradizione. Spiega don Motti:

“Quando sono arrivato in parrocchia dopo un rodaggio di quattro anni e mezzo in una microparrocchia, alla messa potevo contare una sessantina di fedeli, mi sembrava un sogno, sono passati 20 anni e siamo rimasti in una decina, certo si muore e ci si sposta, ma riconosco ciò che sono sintomi di disaffezione” .

Essendo una persona intelligente, del calo di presenze incolpa soprattutto se stesso, gli anni che passano, i malanni, ma in cuor suo sa benissimo che non è così. Don Motti è chiamato ad amministrare tre parrocchie Santa Margherita a Lumarzo, San Tommaso a Pannesi e il santuario di N.S. del Bosco. Chiese che hanno costante bisogno di restauri, il sacerdote non deve solo pensare alle anime, ma anche alle cose terrene, cercando le risorse per eseguire interventi costosi.  Eppure il problema sollevato è reale, nonostante la Fontanabuona possa contare su parroci di esperienza quale don Motti e giovani sacerdoti capaci di farsi amare dai parrocchiani. Il fatto strano è che i preti sono reticenti nel parlarne .

“Organizziamo azioni liturgiche e educative come se tutto fosse esattamente come 50 anni fa senza sforzarsi di analizzare la situazione e cercare nuovi modi di annunciare il Vangelo  – afferma don Motti – lascio a chi vuole dare il proprio contributo spazio e sono pronto ad accogliere critiche anche feroci se sono motivate”.

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